Silvio Berlusconi, come un terremoto, manda in frantumi la coalizione di centrodestra. Futuro incerto e scenari impensabili

 

Incredibile e allucinante. Non so se questi due aggettivi siano in grado di rappresentare quello che sta succedendo nei palazzi delle istituzioni. Sono stati appena eletti, tra polemiche infinite, i presidenti di Senato e Camera, rispettivamente Ignazio Benito Maria La Russa di FdI e Lorenzo Fontana della Lega. Due persone, rispettabilissime, ma che era impossibile trovarle più divisive per un’infinità di ragioni.  La Russa senza i voti di Forza Italia e con 17 voti, decisivi, delle minoranze, mentre Fontana con 13 voti meno di quelli di cui può disporre l’attuale coalizione di maggioranza. Ma questo è niente rispetto alle battaglie che si stanno combattendo, tra lo sconcerto generale, per la formazione del nuovo governo. Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, seduta a capotavola, come hanno voluto gli elettori, e futura, probabile, capo del governo, non accetta imposizioni dei suoi alleati, perché vuol fare un governo di “alto profilo”, vuole “una squadra coesa, di gente capace su cui posso contare e di cui posso fidarmi. Altrimenti inutile anche solo cominciare”. E, di conseguenza, non vuole che Licia Ronzulli, come pretende assolutamente Silvio Berlusconi, abbia, nel futuro governo, un ministero. Il cavaliere, allora, oltre a non far votare i suoi, al Senato, per La Russa, ha voluto fa sapere a tutti che la leader di FdI è “supponente, prepotente, arrogante, offensiva, con cui è impossibile andare d’accordo”. “Si è dimenticato di aggiungere – replica, furiosa, la Meloni - anche non ricattabile”. La foto del foglietto con su scritto i giudizi sulla Meloni, non è stato, naturalmente, uno scoop del fotografo, è stata una messinscena organizzata dallo stesso Berlusconi, perché ci teneva a far sapere all’opinione pubblica che tutte le decisioni che ha preso, e che potrebbe prendere in seguito, hanno una sola colpevole, la Meloni, che pone veti a lui e ai suoi alleati. Questo è l’incipit della legislatura, ed è, come appare evidente, sorprendente e preoccupante. A questo punto, visto la straordinaria determinazione di Giorgia Meloni, ci sono solo due scenari. Cercare di raccogliere i cocci della maggioranza, riattaccarli alla meglio, e andare avanti; sapendo, comunque, fin d’ora, che non sarà facile dimenticare tutto in fretta, e far finta che non sia successo nulla. Il secondo scenario potrebbe portare ad una clamorosa scissione. Premesso che tutti gli eletti non sono pazzi da rinunciare a cinque anni, di soldi, potere e privilegi. È anche il caso di ricordare che Licia Ronzulli è una bravissima infermiera, ma sembra che sia stata già più volte “miracolata”, soltanto per poter vantare, nel suo curriculum, l’amicizia con Silvio Berlusconi, che l’ha già fatta eleggere al Parlamento europeo, è stata vice presidente della Fiera di Milano ed ora è anche senatrice per la seconda legislatura. Forse, le potrebbe andare bene anche così. E, sinceramente, in un governo di “alto profilo” sarebbe, io credo, un pesce fuori dall’acqua. Questo per dire che le pretese di Berlusconi sembrano, ai più, assurde e pretestuose. E credo che se si escludono, per ragioni diverse, quei pochi fedelissimi, in Forza Italia nessuno è disposto a sacrificarsi per la Ronzulli, e sostenere fino alle estreme conseguenze, la battaglia di Berlusconi. E allora Forza Italia rischia una fuga in massa verso altri lidi. Carlo Calenda e Matteo Renzi, e non solo, sono lì, a braccia aperte, ad aspettare.

Fortunato Vinci – www.lidealiberale.com – Agenzia Stampa Italia

 

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