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Con la guerra crescono i listini di Borsa e i prezzi delle merci, affari per (quasi) tutti

  Ieri il Sole 24 Ore ha scritto che “nonostante la guerra in Medio Oriente e il petrolio che quota 109 dollari al barile, Wall Street ma anche altri listini, tra cui Piazza Affari , sono sui massimi storici”. Mi permetto di rettificare il quotidiano confindustriale, perché avviene il contrario: grazie alla guerra succede che le Borse di alcuni Paesi, come gli Stati Uniti e l’Italia, aumentano. Qui da noi, la guerra, per molti, è, da sempre, un grosso affare: senza alcuna regola da rispettare, e senza alcun controllo, ognuno può fare quel che vuole, una pacchia. Abbiamo a suo tempo, e senza alcuna conseguenza, denunciato tempestivamente, quella sporca e volgare speculazione che è stata fatta, qualche mese fa, con l’aumento immediato di tutti i prezzi dei carburanti alla pompa, appena si è saputo dei primi vagiti della guerra in Medio Oriente. È stato fatto qualcosa? Nulla, come al solito, a parte il mesto e malinconico bla bla di qualche ministro penoso. È inutile aggiungere ch...

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