Montevago trascina i grifoni fuori dal tunnel, Perugia-Pontedera (2-1)
Era
una partita da vincere e si è vinto. Verrebbe voglia di finirla qui, perché l’atteggiamento
ha lasciato a desiderare, e perché una partita, fondamentale per l’intero campionato,
non è possibile lasciarla incerta e in equilibrio, con tanti rischi, fino al
triplice fischio di chiusura dell’arbitro. Peraltro, contro un avversario,
ultimo in classifica, che si è presentato al “Curi” con tutti i record
negativi: peggiore attacco, peggiore difesa, maggiore numero di sconfitte,
modestia tecnica in tutti i reparti, cosa che induce anche ad una semplice
considerazione: possibile che in Italia non ci siano giocatori più bravi?
Ricorrere agli stranieri va bene, ma se sanno fare la differenza, ovviamente in
meglio, possibilmente. Detto questo c’è da aggiungere che la squadra di
Giovanni Tedesco è cresciuta qualitativamente, manca ancora, però, la forza
fisica, il ritmo e il pressing che sono elementi altrettanto importanti in partite
come queste, da vincere a tutti i costi. A trascinare alla vittoria, anche
questa sera, è stato Montevago, al 28’, deviando di testa il pallone
proveniente dal calcio d’angolo battuto da Ladinetti e all’82’, sempre di testa,
su traversone dalla sinistra di Bacchin, entrato nel secondo tempo al posto di
Lisi. In entrambe le occasioni Saracco, l’estremo difensore della squadra
granata, non è parso impeccabile. Il Pontedera ha fatto quello che ha potuto,
cioè poco, ma favorito dal ritmo blando dei padroni di casa ha avuto il merito
di aver tenuto sempre in bilico il risultato e, a pochi minuti dal termine, con
Sapola, ha pure segnato il gol della bandiera. Per il Perugia si tratta di
rivedere le stelle, cioè di trovare uno spicchio di classifica dove c’è
l’approdo salvezza senza passare dai playout, ma siccome il campionato non è
finito questa sera, c’è ancora da soffrire e da lottare, cominciando da
domenica prossima contro la capolista Arezzo.
Fortunato Vinci – www.lidealiberale.com
– Agenzia Stampa Italia
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