Mancano le risorse per la sanità, ma si sprecano miliardi per l'inutile ponte di Messina, le follie di un Paese alla deriva

 

Lo so, alla deriva c’è mezzo mondo, purtroppo, non solo l’Italia. Ma ieri mattina il dito nella piaga lo ha messo il Sole 24 Ore che ha riportato un sondaggio sui giudizi che danno i cittadini di Italia, Spagna, Francia, Germania e Regno Unito sui servizi sanitari pubblici. “Nel nostro Paese meno di un italiano su due esprime una valutazione positiva complessiva, una quota nettamente inferiore a quella rilevata negli altri grandi Paesi europei. “Le difficoltà maggiori - riporta Noto Sondaggi - si concentrano sui tempi di attesa per visite, esami diagnostici e ricoveri, indicati come l’elemento più penalizzante dell’esperienza nel servizio sanitario nazionale”. Il sondaggio segnala anche una quota elevata di cittadini che, proprio a causa delle liste d’attesa, rinuncia alle cure. Il dato è impressionante: ad inizio 2026 si stima che circa 13,6 milioni di italiani abbiano rinunciato a curarsi, o abbiano differito prestazioni sanitarie, a causa delle lunghe attese. E nel 2025, oltre 2 milioni di italiani hanno dovuto chiedere prestiti bancari per sostenere spese sanitarie private, evidenziando un aumento della spesa out-of-pocket, che vuol dire: pagare di tasca propria. Per fare la gioia e l’indecente business della sanità privata.  Quello che è veramente inaccettabile è quando un primario alza le braccia e dice: caro signore deve andare altrove per questo esame perché qui, nel nostro ospedale pubblico, l’apparecchiatura c’è, ma è guasta da quattro anni e non è stata riparata perché mancano i soldi. Quindi, non solo aggravio di spese ed enormi disagi per il paziente, anche notevole ritardo nella diagnosi che fatalmente incide sui tempi della terapia e sulla possibile guarigione. Questo più che un sondaggio, sembra il necrologio della sanità pubblica, come, peraltro, la cronaca di ogni giorno dimostra e documenta. Le ragioni sono tante, cominciando dal fatto che ogni Regione ha la sua sanità, che dipende dal potere politico locale, il quale, invece di considerarla un servizio pubblico essenziale, ne ha fatto un grumo maleodorante di potere, costoso e clientelare, con risultati disastrosi. Un qualsiasi politico corresponsabile di questo disastro che legge questo sondaggio, e che ha un minimo di dignità, dovrebbe, come prima cosa, vergognarsi, e, come seconda, dimettersi, per non essere stato capace di fare nulla per cui è stato eletto. Tutti questi inetti, tra l’altro, hanno sulla coscienza tutte le morti, prima del tempo, delle persone che, per tante ragioni, come si è visto, non si sono potute curare. Mancano i soldi per la sanità, le scuole, le ferrovie, le strade, l’ambiente, e per tantissime altre cose, e questo Paese, ormai alla deriva, si permette il lusso di destinare miliardi, con irresponsabile superficialità, per il ponte sullo Stretto di Messina che oltre a mille problemi che sta per creare rappresenta la cosa più inutile e costosa che sia possibile concepire nei tempi moderni.

Fortunato Vinci – www.lidealiberale.com – Agenzia Stampa Italia


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