La nuova legge elettorale si scrive stabilicum, ma si legge super porcellum. E' costituzionale?
Non
come prima, peggio di prima. A decidere il futuro Parlamento saranno ancora una
volta i segretari dei partiti, saranno loro a nominare i deputati e i senatori.
Gli elettori, quella minoranza che ancora continua ad andare alle urne, non
avrà diritto di scegliere i candidati, perché non ci saranno più i collegi
uninominali e nemmeno le preferenze. Hanno tolto pure quelle, per quel poco che
valevano. È questa la vergogna, incostituzionale, più evidente, contenuta nel
testo della nuova legge elettorale, in tre articoli e 43 pagine, che è stata partorita
dalla maggioranza governativa e presentata alla Camera e al Senato per essere
discussa e votata. Gli elettori avranno solo il diritto di votare il partito,
ma chi all’interno di questo partito ne dovrà far parte, e quindi andare in
Parlamento a rappresentare il Paese, beh, questa non è materia del “popolo
sovrano”, come, inutilmente, dice la Costituzione, queste sono decisioni che
sono riservate ai sempre più potenti, potentissimi, segretari nazionali dei
partiti politici. Che nelle liste metteranno chi vogliono fare eleggere nei
primi posti, senza che l’elettore possa indicare il nome e decidere. In questo
modo potrebbero anche non metterli i nomi, tanto se non si possono votare, di
fatto il voto serve solo ad accettare, passivamente, le scelte e le volontà dei
segretari. Invece di invogliare i cittadini ad andare a votare, visto che ormai
è una maggioranza quella che non si reca più alle urne, hanno fatto di tutto
per indignare e dissuadere anche quella minoranza di patrioti volenterosi, tra
cui, turandomi il naso, ci sono, ancora, anch’io. È l’ennesima dimostrazione
che ai politici (sia ben chiaro, a tutti: centrodestra e centrosinistra) il
voto dei cittadini non interessa, ormai hanno trovato il modo di essere eletti,
comunque, a prescindere. Alla Camera e al Senato ci arrivano solo gli invitati
(i soliti, con le rispettive consorti, amanti, amici e sodali) come a fare una
allegra tavolata ad un banchetto di nozze, e che nozze! E la Costituzione? E
l’articolo 1? “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La
sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della
Costituzione”. In questo caso non la esercita per niente. La sovranità del
popolo, però, non è un dettaglio, è una pietra miliare, non può essere ignorata
senza provocare un vulnus alla
democrazia. E, invece, è quello che succede. Nel testo di legge è previsto un
premio di maggioranza (massimo 15% in più di seggi) alla coalizione che ottiene
il 40% dei voti validi a livello nazionale. Il premio viene giustificato dal
fatto che senza questo premio, detto anche di governabilità, non ci sarebbe
stabilità del governo, da qui anche il nome, orrendo, stabilicum e, quindi, durata della legislatura. Avrebbe
giustificazione, e completa legittimazione, se si trattasse di due
schieramenti, uno con il 51% e l’altro con il 49 %, perché il primo
schieramento avrebbe comunque raggiunto la maggioranza e in democrazia la
maggioranza ha diritto di governare. Qui, invece, avviene che il premio viene
assegnato allo schieramento che raggiunga il 40%, ma il calcolo non viene fatto
sugli aventi diritto al voto, ma su quelli che andranno a votare. Avviene così
che se a votare ci va, poniamo, il 45%, basta solo un’insignificante minoranza,
con solo il 18 % (40% del 45%) per ottenere la maggioranza assoluta (40 % + il
premio 15 %, fa il 55% dei seggi) e governare il Paese. Elly Schlein,
segretaria del Pd, ha subito risposto che questa è una legge “inaccettabile e
distorsiva della rappresentanza”. Ma poi quando capirà lo strapotere che le dà
finirà per diventare una legge accettabile. Batteranno un colpo il presidente
della Repubblica e la Corte Costituzionale?
Fortunato Vinci – www.lidealiberale.com
– Agenzia Stampa Italia
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