Il Perugia, senza attacco, perde anche ad Ascoli (2-1)

 

Dopo due partite casalinghe ed un solo punto conquistato, la truppa di Giovanni Tedesco doveva cercare punti in trasferta. Il compito, oggi al “Cino del Duca” di Ascoli Piceno, era tutt’altro che agevole considerando che la squadra marchigiana è una delle tre formazioni più forti del campionato ed ha la migliore difesa, ma la classifica, allarmante, dei grifoni, al diciassettesimo posto, con soli 19 punti, in piena zona playout, imponeva il massimo impegno, per tornare, dal confronto con i bianconeri marchigiani, con qualche punto. Per l’occasione Tedesco aveva voluto cambiare un po’ il modulo di gioco, dal 4-3-1-2 al 3-5-2. Con l’intenzione di sfruttare di più le fasce e, con i due esterni di centrocampo, cercare di far breccia nella difesa dei padroni di casa, che, come ho già detto, è la più ermetica del torneo. Questi i tanti e belli propositi della vigilia. In campo le cose non sono andate come ci si aspettava, non solo e non tanto, ovviamente, per risultato, quanto dal fatto che il Perugia alla fine un punto se lo era pregustato, forse, se lo era anche meritato. D’altronde è naturare pensarlo se la sconfitta è arrivata solo al 90’, sul calcio di rigore, per un mani in area, “scoperto” dall’arbitro dopo aver visto diverse volte le immagini in tv, su richiesta di Giuseppe Agostinone, sostituto di Francesco Tomei, squalificato. Perdere così lascia naturalmente ampi margini alla recriminazione perché se è vero che i biancorossi hanno fatto un primo tempo troppo arroccati in difesa è vero che nella seconda parte, hanno sì subito la pressione dell’Ascoli, ma senza soffrire più di tanto. Il nuovo modulo, come ho detto sopra, va bene se con i due esterni di centrocampo, oggi erano Tozzuolo e Dell’Orco, si cerca di far gioco dalle fasce. I grifoni, invece, nel primo tempo non solo non hanno mai tirato in porta, non hanno sfruttato le fasce e hanno lasciato il centrocampo ai padroni di casa, che, a furia di pressare, al 33’, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, con la difesa distratta, sono passati in vantaggio con D’Uffizi che, solo, a due passi da Gemello, non ha avuto alcuna difficoltà a segnare. Il secondo tempo è cominciato in maniera diverso: l’ingresso di Manzari, al posto di Bartolomei, ha provocato un risveglio dei grifoni che finalmente si sono “affacciati” in area bianconera, tanto che, al 55’, sono pure pervenuti al pareggio con un colpo di testa di Dell’Orco su calcio d’angolo. A quel punto i padroni di casa hanno ripreso in mano il bandolo della matassa e gli ospiti sono stati costretti a restare nella metà campo. Niente di straordinario: capita spesso quando si gioca fuori casa, solo che si deve saper approfittare del vantaggio tattico ed essere pronti, e bravi, a sfruttare le ripartenze, ad agire in contropiede, i biancorossi, invece, hanno superato poche volte la metà campo. Poi, dopo qualche rischio, al 90’, il calcio di rigore, trasformato da Rizzo Pinna, entrato da qualche minuto, ha fatto sfumare anche quel punticino, tanto utile e prezioso. Arriva così l’undicesima sconfitta, ma se non si tira mai in porta, com’è possibile segnare?

Fortunato Vinciwww.lidealiberale.com – Agenzia Stampa Italia


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