Il mondo impazzito che parla di terza guerra mondiale
È
ormai da quattro anni, da quando Vladimir Putin ha avuto l’infelicissima idea
di invadere l’Ucraina, che il mondo impazzito parla continuamente di terza
guerra mondiale. Io non capisco come sia possibile, oggi, fare una previsione
di questo genere. Se è vero, come leggo e sento, che alcuni paesi, in primis gli Stati Uniti e la Russia,
ma anche Cina, Israele, Francia, Inghilterra, e chissà quanti altri, abbiano
gli arsenali pieni non di qualche, ma addirittura di migliaia di bombe atomiche
la terza guerra mondiale non è più possibile. È possibile - questo purtroppo sì
- solo l’ultima guerra mondiale, perché non ci potrebbe più essere né la quarta
e né la quinta: la terra sarebbe distrutta dalla catastrofe provocata dalle
bombe atomiche. Basterebbe ricordare quello che avvenne, ottanta anni fa,
quando due sole bombe, una su Hiroshima e l’altra su Nagasaki, misero in
ginocchio il Giappone, costretto alla resa in pochi giorni. Ora con ordigni,
suppongo, più sofisticati e più devastanti, come sia possibile immaginare un
conflitto che non provochi l’apocalisse? Uno scenario di questo genere dovrebbe
provocare, prima di tutti ai grandi della terra, lo sgomento, la paura, il
terrore, e desistere dal continuare ad armarsi, perché non serve a nulla, è pura
follia. Non capisco, per esempio, come faccia Vladimir Putin (o qualsiasi altro
dittatore) a pensare che possa usare l’arma nucleare nei confronti di un paese
della Nato senza immaginare che dopo qualche minuto potrebbe essere Mosca ad
essere distrutta, annientata. Una partita assurda con in palio l’orrore. Non so
a voi amici lettori (sempre più numerosi e vi ringrazio della pazienza e del
tempo che dedicate ai miei articoli) ma a me provoca un certo fastidio, un’irritazione,
quasi angoscia, quando leggo che ci sono spiragli per la pace tra Russia e Ucraina
e qualche ora dopo, queste voci, provocano un significativo ribasso nelle
quotazioni di Borsa dei titoli delle società, che in Italia e in mezzo mondo, producono
armi. È il business della morte: una
spirale perversa, turpe, diabolica, inaccettabile e pazzesca.
Fortunato Vinci – www.lidealiberale.com
– Agenzia Stampa Italia
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