Nel Paese delle truffe gli automobilisti sono le prime vittime, e tutto tace

 

La notizia riportata in prima pagina, oggi, da il Sole 24 Ore è di quelle che lasciano sbigottiti. E conferma, ancora una volta, quello che sanno tutti da molto tempo: che nel Paese delle truffe, che poi sarebbe l’Italia, le prime vittime sono gli automobilisti. Qualche giorno fa con l’articolo “Gli “sconti” beffardi sui carburanti nelle aree di servizio, diventate sportelli dell’Agenzia delle Entrate” abbiamo ricordato le truffe dello Stato agli automobilisti, con le accise farlocche e il calcolo dell’Iva. Ora altre truffe.  Un tema che però non può interessare i politici, impegnatissimi solo a “studiare” come mantenere, comunque, la poltrona nella prossima legislatura. Il resto, per loro, non conta. E il fossato con gli elettori si allarga sempre di più. Ma anche questo non conta, sapendo che qualcuno alle urne ci andrà sicuramente e bastano anche pochi per far ritrovare loro l’ambita poltrona. Ecco, in sintesi, quello che racconta il quotidiano economico a proposito del caro carburanti e delle informazioni della Guardia di Finanza “che in sette verifiche su dieci hanno accertato che la trasparenza dei prezzi dei carburanti non è in regola”. “Da marzo a luglio trovate 2.279 violazioni su oltre 3.420 interventi della Guardia di Finanza. Oltre alle crisi internazionali il settore infatti è alle prese con altri elementi che stanno contribuendo a spingere i prezzi. Tra questo soprattutto la trasparenza dei prezzi praticati e le frodi (soprattutto gasolio allungato con acqua) che continuano su tutto il territorio nazionale. La GdF parla di 4.800 interventi, 20 mila tonnellate di prodotti energetici sequestrati, 256 denunciati. Le associazioni dei distributori però ricordano come la categoria sia sempre in prima fila sul rispetto delle regole e come il numero delle anomalie sia esiguo”. Che dire? Intanto è di una gravità inaudita sapere che quando si va a comprare il carburante oltre all’aggravio del prezzo, dovuto in maniera scandalosa alle accise e all’Iva (il 60%), ci sono pure le truffe dei distributori, il cui numero dei disonesti, (si tratta solo di quelli scoperti) mi sembra enorme, non “esiguo” come minimizzano le associazioni di categoria. E ancora una volta appare, nella sua gravità, la mancanza di provvedimenti efficaci, da parte dei ministri interessati e di Giorgia Meloni, come capo del governo. Il fenomeno truffaldino dell’acqua nel gasolio, che peraltro mette in grossissime difficoltà l’automobilista per i danni provocati all’automobile, è così diffuso, infatti, perché i rischi, per il truffatore, sono ridotti al minimo. Se, invece, ci fosse una norma a imporre, oltre alla denuncia, le cui conseguenze, si sa, si dilatano e svaniscono nel tempo, anche l’immediata chiusura del distributore per almeno un mese, la tentazione all’imbroglio svanirebbe subito, per l’evidente mancanza di convenienza. Sarebbe facilissimo e si potrebbe fare in tempi brevissimi. Ma manca la volontà. Perché, poi, chi finanzia la campagna elettorale e chi trova i voti? È terribile dover ipotizzare, ogni volta, un volgare do ut des, ma è così, purtroppo. La prova regina è rappresentata dall’impotenza assoluta, e incredibile, dello Stato, davanti al fenomeno gigantesco dell’evasione fiscale, intorno ai cento miliardi di euro ogni anno.

Fortunato Vinciwww.lidealiberale.com – Agenzia Stampa Italia


Commenti

  1. È una triste realtà.
    Solo cittadini consapevoli possono porvi rimedio con il loro voto. La libera stampa può fare molto per creare questa consapevolezza. A noi automobilisti vittime delle truffe non resta che sperare nei giornalisti come te! Carlo Palumbo

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