Gli "sconti" beffardi sui carburanti nelle aree di servizio, diventate sportelli dell'Agenzia delle Entrate
Oggi
tutti i giornali portano, in prima pagina, il gesto “umanitario” del governo:
il taglio delle accise sui carburanti, ben 17 centesimi, addirittura fino al 25
agosto. L’ennesimo, gigantesco imbroglio. La situazione sta diventando
drammatica. In ogni settore importante che fornisce servizi di primaria
necessità, di cui non è possibile, per ovvie e molteplici ragioni, fare a meno,
ci sono indecenti e vergognose speculazioni vessatorie. Dalle banche alle
assicurazioni, dalla sanità ai trasporti. E nessuno che tuteli i cittadini, ai
quali vengono raccontate balle colossali. Uno di questi settori importanti è
quello del trasporto. Ormai non possiamo rinunciare al pieno di gasolio o di
benzina, se non con l’automobile elettrica, ma anche lì non manca l’inganno. I
misfatti, in questo caso, avvengono nell’area di servizio che più che vendere i
combustibili è, di fatto, uno sportello dell’Agenzia delle Entrate. Infatti sul
prezzo finale pagato, il costo industriale del prodotto, con le spese di
raffinazione e trasporto comprese, rappresenta solo il 40-45%, tutto il resto,
cioè il 55-60% sono tasse, solo tasse. Peraltro inconcepibili come le accise, che,
prima di essere accorpate, nel 1995, in un unico tributo, si chiamavano “di
scopo”, nel senso che erano state introdotte per finanziare scopi precisi, come
la guerra d’Etiopia, sì, quella del 1936 o il disastro del Vajont (1963).
Siccome qualcuno, in verità solo ogni tanto, e pure timidamente, faceva notare
che oltre ad essere assurde, erano palesemente delle truffe quelle di obbligare
i cittadini a finanziare eventi da tempo inesistenti, da 90 anni come appunto
la guerra d’Etiopia, le 17 accise sono state accorpate in una sola, ma la
sostanza, e il raggiro, non è cambiato. E c’è dell’altro, l’imbroglio non è ancora
finito: c’è pure quello dell’Iva (22%) che si paga non solo sul costo industriale
del carburante, ma anche sulle accise: l’imposta sulla tassa. Un capolavoro da
magliari. Ebbene, dopo tutte queste truffe dovremmo pure ringraziare perché,
ogni tanto, ci fanno lo “sconto” sulle truffe, truffandoci un po’ di meno. Cose
sconvolgenti, da non credere.
Fortunato Vinci – www.lidealiberale.com
– Agenzia Stampa Italia
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