Il derby, surreale, tra Ternana e Perugia finisce in parità (2-2)

 

TernanaPerugia è, da sempre, un derby molto sentito dai tifosi umbri. Ma questo, di domenica 12 aprile è stato del tutto particolare: una gara dai contorni surreali. In cui il risultato, che è poi l’essenza, l’anima del derby, potrebbe passare in secondo ordine o, addirittura, inutile del tutto. Se, già domani, non ci sarà la indispensabile ricapitalizzazione della società, i libri della Ternana calcio potrebbero finire in Tribunale, per la liquidazione giudiziale, che, poi, significa fallimento, triste e amaro, soprattutto per i tifosi (la rivalità, in questi frangenti, come vuole lo sport, va accantonata) che parte da lontano e che porterebbe con sé, nella polvere, tanti sconfitti, dagli improbabili personaggi che hanno guidato il club negli ultimi tempi, alla Lega, dalla Figc a quell’inutile Covisoc, l’organo che vigila, meglio: che dovrebbe vigilare sull’equilibrio economico-finanziario dei club. Sapremo nelle prossime ore, intanto, al “Libero Liberati”, il Perugia che, vincendo, avrebbe potuto chiudere, definitivamente, la questione salvezza, a prescindere da quello che potrà succedere alla Ternana, non ha saputo approfittare di una squadra che ha mostrato di essere, già dal primo minuto, in palese difficolta psicologica, prima ancora che tecnica. Così è arrivato un pareggio che, alla fine, può offrire margini per recriminare, ma anche motivi per essere soddisfatte a entrambe le squadre. La Ternana si può lamentare perché, in vantaggio di due gol, si è fatta recuperare dalla reazione rabbiosa dei grifoni, ma ha guadagnato, comunque, un punto, e mantiene, se non ci sarà il terremoto di cui abbiamo detto, la zona playoff. Il Perugia, dal canto suo, si rammarica per non aver saputo sfruttare al massimo la migliore condizione fisica e non aver saputo approfittare della situazione di evidente difficoltà dei rossoverdi, rischiando molto e lasciando loro due gol di vantaggio, tuttavia, alla fine, un punto in più serve per allontanarsi (ora sono a 6 lunghezze, con due gare da disputare) da Sambenedettese e Bra che, salvo sorprese, dovrebbero essere loro a giocarsi, nell’unico spareggio, la permanenza in serie C. Come già detto, a passare in vantaggio sono stati i padroni di casa con Capuano che di testa ha mandato il pallone nell’angolo alto, alla destra di Gemello, coperto e impossibilitato ad intervenire. Il raddoppio, in contropiede, al 66’ di Ferrante, appena entrato, con un rasoterra che il portiere dei grifoni, in tuffo, non è riuscito a parare. La reazione del Perugia, al 68’, con Bacchin, appena entrato al posto di Canotto, che ha risolto una mischia in area. Il pareggio, all’84’, è stato di Montevago (decimo gol) che ha palleggiato di testa con Nepi prima di battere irrimediabilmente D’Alterio. Sabato sera al “Curi”, contro il Campobasso, il punto, meglio se tre, per chiudere definitivamente, come una liberazione, questo campionato di affanni e tormenti. E di record negativi.

Fortunato Vinci – www.lidealiberale.comAgenzia Stampa Italia


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