Con il punto conquistato a Forlì, il Perugia, finalmente, salvo (1-1). Cala il sipario su un campionato dei record negativi, da dimenticare

 

Il Perugia, con il pareggio conquistato oggi a Forlì, ha evitato altre sofferenze ai propri tifosi e ha raggiunto la salvezza senza l’onta dei playout. Credo poche volte sia successo, a tifosi e giornalisti, di trascorrere una intera settimana facendo calcoli, ipotesi, combinazioni e classifiche avulse. Tutto intorno ad un semplice quesito: come poteva il Perugia evitare gli spareggi salvezza mancando ancora un punto? In condizioni di normalità si sarebbe detto: facile, pareggiando o addirittura vincendo al “Tullo Morgagni”. Questo, appunto, in condizioni di normalità, ma con il Perugia, visto così messo male anche contro il Campobasso, e sconfitto per la quattordicesima volta, si è pensato che fosse più facile sperare sulle disgrazie delle altre due squadre coinvolte in questo vortice, e cioè Sambenedettese, che avrebbe dovuto vincere contro la Vis Pesaro e soprattutto la Torres avversaria dell’Arezzo, pronto per la serie B. Alla fine è successo che la Sambenedettese ha vinto, ma ha vinto anche l’Arezzo così che contro il Bra, ad evitare l’ultimo posto retrocessione, ci andrà la squadra sarda. I grifoni, comunque, quel punto, seppure sofferto, lo hanno conquistato, anche se contro un Forlì, già salvo, in campo con le seconde linee e infarcito di giovani. Ciononostante i padroni di casa, in una partita chiaramente di fine campionato, hanno potuto mettere spesso in difficoltà gli ospiti, chiamando in causa più volte Gemello.  E, al 47’, con Macrì, sono passati addirittura in vantaggio, prima di subire il gol del pareggio, al 63’, di Bacchin, entrato da dieci minuti per sostituire uno spento Bolsius. Scende così il sipario su un campionato da dimenticare alla svelta, in cui sono successe cose incredibili, dai tre allenatori alle 14 sconfitte, alla salvezza conquistata nell’ultima giornata. Da domani il presidente Javier Faroni dovrà cominciare a raccogliere i cocci e ricostruire la squadra per il prossimo campionato, cominciando, ovviamente, dall’allenatore. Partendo da Giovanni Tedesco e Riccardo Gaucci se ci sono le condizioni, altrimenti si trovino le alternative, ma prima possibile. Per fare la preparazione tutti insieme e con l’organico possibilmente già al completo, senza aspettare gli ultimi giorni del calciomercato. E che l’amara esperienza di quest’anno serva da monito. 

Fortunato Vinci – www.lidealiberale.com – Agenzia Stampa Italia


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