Le meraviglie del ponte sullo sullo Stretto di Messina con i treni che "volano" e le navi che non possono passare

 

Uno spettacolo il progetto per il ponte sullo Stretto di Messina, uno spettacolo di fuochi d’artificio di balle e di miliardi, quello ostinatamente voluto dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, e vicepremier, Matteo Salvini. Come si sa ci sono, sulla costruzione del ponte, le critiche e le opposizioni per il devastante impatto ambientale e paesaggistico e perché la zona è ad altissimo rischio sismico, ma l’aspetto più inquietante è l’inutilità dell’opera, lo spreco di denaro pubblico è enorme, sproporzionato, scandaloso, nel rapporto costi benefici. Intanto, dalla Società Stretto di Messina, controllata dal ministero dell’Economia, sono stati forniti altri particolari sul progetto, anche se ancora manca l’autorizzazione del ministero dell’Ambiente, sull’impatto ambientale e paesaggistico, e l’approvazione da parte del Cipess, il Comitato Interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile. Ma per Matteo Salvini, che cura la sua “creatura” con straordinario impegno e passione, è già tutto risolto e giovedì scorso ha fatto sapere che “l’intenzione è aprire i cantieri entro il 2024 e aprire il traffico stradale e ferroviario nel 2032”. Ma i dati forniti per cercare di dare una qualche giustificazione su quest’opera, per la quale, finora, sono stati stanziati 13,5 miliardi di euro, di cui 1,6 miliardi, prelevati dai fondi destinati alla Calabria e alla Sicilia, sono fuori dalla realtà. C’è infatti scritto che ci sarà la possibilità del passaggio di 6.000 veicoli l’ora, di 200 treni al giorno e che il tempo di percorrenza, da Roma a Palermo, si ridurrà a sole 6 ore. L’attraversamento dello Stretto, per i veicoli, avviene, ora, con i traghetti e le navi veloci bidirezionali che impiegano 20’ (venti minuti!). Secondo i dati forniti dal presidente dell’Autorità di sistema portuale dello Stretto, ing. Mario Paolo Mega alle Commissioni Ambiente e Trasporti della Camera dei Deputati, il 17 aprile 2023, attraversano lo Stretto circa 2.200.000 autovetture e circa 1.000.000 di mezzi pesanti, l’anno. Più dell’80% di questi valori si riferiscono alla sola tratta Villa San Giovanni - Messina con 100.000 corse annue. Ciò vuol dire, in totale, tra autoveicoli e mezzi pesanti, 365 mezzi l’ora. Sul ponte potranno transitare 6.000 veicoli l’ora. Pur immaginando un’attrazione fatale per la Sicilia e l’esodo da mezzo mondo per ammirare il capolavoro voluto da Salvini, si capisce l’enorme sproporzione tra l’opera e la domanda degli utenti. È come se un imprenditore costruisse un albergo con 144.000 posti letto quando sa che, attualmente, c’è una presenza media di 8.767 possibili clienti. Ma gli effetti speciali sono sui treni. Oggi ci vogliono 10/11 ore per andare da Roma a Palermo, e per l’attraversamento dello Stretto il tempo è sempre (secondo l’orario di Trenitalia) di 20 minuti. Con il ponte, invece, non si “vola”, avviene qualcosa di più che sa di miracoloso, perché, non si sa e non si capisce dove, come e perché, il viaggio si riduce di ben 5 ore, come lo stesso Matteo Salvini ha anche detto, con piglio comprensibilmente orgoglioso, in una trasmissione di Myrta Merlino, da 11 a 6 ore. Un clamoroso falso. I tempi lunghi da Roma a Palermo, come è macroscopicamente evidente e come si capisce facilmente, non dipendono, e non possono dipendere, ovviamente, dall’attraversamento dello Stretto, dipendono dal fatto che la strada ferrata, nella tratta Salerno-Villa San Giovanni, è super obsoleta, e dove i treni, Frecciarossa o Intercity, viaggiano alla stessa velocità, tanto che ora la differenza dei tempi di percorrenza dipende solo dalle fermate, dieci in più per l’Intercity. E, poi, pur prendendo la Frecciarossa fino a Villa San Giovanni, dopo 20’, attraversato lo Stretto, al viaggiatore l’attende, per la tratta Messina-Palermo un Regionale Veloce, per raggiungere il capoluogo della Sicilia. Nell’isola, infatti, la strada ferrata è peggio di quella calabrese e non ci sono le frecce, il massimo è l’Intercity, con una velocità media, comunque, di 60 Km/h. In qualsiasi altro Stato, senza risorse e con un debito stratosferico come il nostro, si sarebbe pensato, prima di tutto, all’ammodernamento, con un pensiero all’alta velocità, dei 600 chilometri di strada ferrata e poi, semmai, al ponte. Poi c’è un altro problema, segnalato sempre dall’Autorità dello Stretto. L’altezza del ponte sarà, secondo il progetto, di 65 metri, vuol dire che alcune navi da crociera come la MSC Word Europa che può trasportare 6.762 passeggeri e ha un’altezza sulla linea di galleggiamento di 68 metri non potrà passare, e dovrà saltare il porto di Messina dove spesso attraccava consentendo a migliaia di turisti di visitare Messina, Taormina ed ammirare l’Etna. Lo stesso succederà per alcune altre grandi navi come MSC Grandiosa e MSC Seashore, la più grande nave da crociera superlusso costruita in Italia. L’attraversamento dello Stretto sarà impedito anche ad alcune grandi navi portacontainer dirette al porto di Gioia Tauro, a poche miglia dallo Stretto, primo porto italiano per merci e il nono in Europa. Bossi dice ai suoi ospiti:” Soffro nel vedere la Lega ridotta così”. Sappia che anche noi soffriamo nel vedere l’Italia governata e ridotta così.                      

Fortunato Vinci – www.lidealiberale.com – Agenzia Stampa Italia

 

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