Lo Spezia è troppo forte per il Perugia attuale e vince con facilità al "Curi" (0-3)
Da
Ravenna allo Spezia il passo è breve, ed era l’occasione per il riscatto,
immediato, da quell’amara sconfitta pesante maturata, domenica, in Romagna. E
invece, non solo, non c’è stato il riscatto, c’è stata un’altra pesante
sconfitta, questa volta, però, senza alcuna giustificazione, se non il fatto
che lo Spezia è troppo forte per il Perugia, almeno per quello attuale. La
partita, infatti, è stata a senso unico. La squadra di Marco Turati ha
cominciato con il piglio spavaldo e autoritario della prima della classe. Al
pressing dei liguri, alla superiorità tecnico e tattica dei bianconeri il
Perugia ha risposto con tanto impegno e molta applicazione, ma mostrando di essere
nettamente inferiore. Ha stretto i denti e ha dato il massimo, ha cercato in
tutti i modi di chiudere gli spazi con una difesa a cinque, ma gli aquilotti
sgusciavano da tutte le parti, era praticamente impossibile arginare il loro
incedere deciso, determinante, continuo, martellante. C’è solo da rilevare, se
proprio si è alla ricerca di qualcosa di positivo in questa serata, che hanno
saputo reggere l’urto dei bianconeri per 39 minuti, fino a quando cioè Limonelli
non ha battuto Zelezny. Da quel momento la partita, che già pendeva dalla parte
della squadra ligure, è diventata anche senza storia, e quattro minuti dopo, al
43’, Campomaggio ha facilmente segnato il gol del raddoppio. Durante
l’intervallo due cambi di Emanuele Filippini (Aimo Diana era squalificato) con
l’ingresso di Langella al posto di Renault e di Borsoi per Conti. Ma la gara
ormai era nelle mani, anzi nei piedi, degli ospiti che dominavano con estrema
semplicità. E il Perugia? Impotente. Costretto a subire il fraseggio, tanto
disinvolto da apparire, a tratti, irritante, degli avversari. Qualche guizzo si
è visto quando è entrato Cisco al posto di Quirini. L’unica vera palla gol l’ha
avuta Sabbatani, al 63’, ma la sua deviazione di testa, da buona posizione, si
è persa, alta, sulla traversa di Micai. Il terzo gol, così, è stato solo un dettaglio:
è arrivato all’84’ con una deviazione di testa di Mazzocchi, che ha trovato in
ritardo il portiere dei padroni di casa. Sei gol in due partite e zero tiri in
porta sono un fardello aritmetico pesante da sopportare, e, allora, l’unica
cosa da fare è dimenticare alla svelta queste due sconfitte, peraltro contro
due avversarie molto forti, arrivate troppo presto per questo Perugia, in
evidente ritardo di preparazione e di amalgama. E pensare alla prossima
partita, domenica, a Grosseto. Sperando che vada meglio, naturalmente.
Fortunato Vinci – www.lidealiberale.com - Agenzia Stampa Italia
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