Giochi di prestigio con la nuova legge elettorale, per vincere anche se si è minoranza
Non
hanno mai studiato tanto in vita loro come in questi ultimi tempi. Sono i
politici, in preda al panico perché stanno preparando la nuova legge elettorale
con la quale andare alle urne nelle politiche del prossimo anno. E, fatti e
rifatti, i conti non tornano. Intendo, la certezza di vincere, né quelli del
centrodestra e neppure il campo largo del centrosinistra. I primi, con Giorgia
Meloni in testa, ci hanno preso gusto al potere e non vogliono assolutamente rinunciare.
Domani festeggeranno il record di longevità, ma ci sono molte incognite per la
prossima legislatura: sono angosciati, più che dalla forza del campo largo,
dalla propria debolezza. Dovuta, in parte, alla pagella, nel complesso, obiettivamente,
insufficiente, seppure Meloni abbia qualche attenuante, per le crisi mondiali
che si accavallano e per la modestia di molti ministri, alcuni sono arrivati, a
fatica, al 2 stentato, e sono, come avrete già certamente capito, Matteo
Salvini ai Trasporti, Carlo Nordio alla Giustizia e Adolfo Urso alle Imprese. Non
solo, notti insonni le sta facendo passare l’anomala e ingombrante presenza di
Roberto Vannacci, il generale che, lasciata la Lega, con la quale aveva vinto
largamente le elezioni europee, ha poi tradito e ha fondato un nuovo partito, Futuro
Nazionale. Che secondo i sondaggisti ha una crescita eccezionale di consenti,
tanto che nei giorni scorsi, a palazzo Chigi, terrorizzati, parlavano, addirittura,
di un 15%. Senza arrivare a questo, basta, però, un risultato a doppia cifra
per provocare gravi conseguenze allo schieramento di centrodestra. Che fare? Scartata
subito l’ipotesi di trovare consensi mediante programmi e promesse, nel passato
mai mantenuti, ci stanno provando con un gioco di prestigio, da fare con la
nuova legge elettorale. Quella approvata già alla Camera, è un sistema
proporzionale con premio di maggioranza (70 deputati e 35 senatori in più) alla
coalizione che supera il 42% dei consensi. I sondaggi di ieri dicono:
centrosinistra 43%, centrodestra 40%, Futuro Nazionale (Vannacci)7,5%. Se sarà
veramente così - i sondaggi, si sa, non sono oro colato - si prevede la vittoria del centrosinistra,
con in più, ovviamente, il premio di maggioranza. Un disastro per Meloni e
soci. Ecco allora, probabilmente frutto di quegli studi che dicevo prima, il
colpo di teatro, dire di genio sarebbe stato troppo. Sta in un emendamento alla
legge, ora all’esame di Palazzo Madama, di Marcello Pera, senatore di Fratelli
d’Italia. Premio di maggioranza solo se si raggiunge il 48%, altrimenti
previsto un secondo turno. Con una percentuale così alta c’è la certezza del
secondo turno e quindi il ballottaggio che, per il centrodestra, è l’unico modo
per vincere. Perché il ballottaggio avviene tra le due coalizioni, ma mentre il
centrosinistra è difficile che possa aumentare i voti del primo turno, il
centrodestra, al contrario, potrebbe prendere i voti dati a Vannacci (il 7,5% o
forse più, altrimenti, i vannacciani, se non rimangono a casa, per chi votano?
Per Fratoianni & Bonelli?) peraltro senza che ci sia alcuna contaminazione politica
con il generale, escluso, come e più di adesso, e fuori dalla maggioranza. Un
capolavoro. Bisognerà vedere se la sinistra se e come saprà opporsi. Intanto, indovinate
chi è contrario? Incredibile, Matteo Salvini. Qualcuno gli dovrebbe spiegare
che è l’unico modo per vincere e che è anche l’unico modo per limitare i danni
enormi provocati, proprio da lui, alla Lega, alla maggioranza e al Paese.
Fortunato Vinci – www.lidealiberale.com
– Agenzia Stampa Italia
Commenti
Posta un commento