Gli assatanati banchieri che vogliono sempre più utili e potere, mentre mortificano i clienti-risparmiatori

 

Lo spettacolo è un po’ indecente. Non mi riferisco solo al risico bancario che sta avvenendo in questi mesi. Si tratta di operazioni più o meno audaci, più o meno spregiudicate, che avvengono spesso e sono giustificate dal cosiddetto mercato, in nome del quale, essendo, di fatto, senza limiti e senza etica, si può fare di tutto. Le risorse ingenti che hanno a disposizione i banchieri le gestiscono come vogliono e consentono loro operazioni miliardarie per ottenere più utili e più potere. L’ultima preda a cui si dà la caccia è il Monte dei Paschi. La banca senese, che qualche anno fa era agonizzante, è stata salvata dallo Stato, con denaro pubblico, e, ora, che è risanata, è diventata boccone prelibato, con il suo intreccio di partecipazioni importanti. La sfida avviene con mosse e contromosse come ad una partita a scacchi, con i “pezzi” sulla scacchiera, però, carichi di miliardi. Minuzie, quisquilie, avrebbe detto Totò. L’Assoutenti, intanto, ha chiesto alla Commissione di Borsa e alla Banca d’Italia di approfondire una serie di profili legati alle operazioni in corso. In verità scandalizza un po’ di più il rapporto che tengono le banche con i risparmiatori. Da una parte utili miliardari dall’altro umiliazione per i clienti-risparmiatori che hanno depositato 1.163 miliardi di euro e che pagano, per la sola gestione del conto corrente, 101,1 euro più 16,5 di bollo per un totale di 117,6 euro l’anno. E la gestione, in dieci anni, secondo l’ultima indagine della Banca d’Italia, è aumentata, tra le varie spese fisse e variabili, del 23 %. Sono pure aumentate (30/6/2025 - 30/6/2026) le commissioni nette (altro business indecente senza freni) passando dal 3,6% del Mps al 4,9% di Intesa Sanpaolo, dal 6,8% di Unicredit fino ad arrivare al 13,8% del Banco Bpm. Famiglie e imprese continuano a pagare tassi elevati per accedere al credito. Nell’ultimo report su banche e moneta, Bankitala segnala che per le nuove erogazioni di credito al consumo il Taeg (tasso annuo effettivo globale) è al 10,33%, mentre i risparmi depositati hanno reso appena lo 0,29%. E pensare che i padri costituenti, illuminati anche nell’aver immaginato quello che sarebbe potuto succedere, hanno pure scritto, purtroppo inutilmente, l’art. 47 della Costituzione: “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito”.  A me sembra che sia tutto il contrario, con la libertà assoluta di rapinare il risparmio con mille modalità, più o meno subdole. E basterebbe guardare la facilità con la quale le banche variano come vogliono, tassi e commissioni, per capire facilmente che una nuova tassazione sugli extraprofitti, che peraltro nessuno sa cosa siano e come si possano calcolare, chiesta ripetutamente da Matteo Salvini e da altri sprovveduti, si tradurrebbe, in ultima analisi, in un ulteriore, pesante aggravio di oneri per i clienti-risparmiatori.  

Fortunato Vinci – www.lidealiberale.com – Agenzia Stampa Italia

 

 

 


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