La responsabilità della politica che alimenta e non capisce il successo degli estremismi

 

Il successo elettorale dell’AfD (Alternative fur Deutschland) in Sassonia-Anhalt ha sorpreso e allarmato un po’ tutti. Vedere crescere in maniera improvvisa un partito di estrema destra, seppure non proprio nazista, è sempre motivo di timori, in particolare per i partiti che, nel collocamento nell’area moderata, avevano sempre trovato l’habitat per sopravvivere e governare. Mi riferisco ai cristiani-democratici in Germania e ai partiti moderati in Europa. Sono state molteplici le analisi del voto, con numerosi commenti, per cercare di spiegare l’exploit tedesco. Ci saranno certamente concause, come hanno detto e scritto, ma la ragione principale è che quando le persone stanno male, qualsiasi soluzione alternativa, più o meno “rivoluzionaria”, è accettata, e abbracciata, senza troppi sofismi. Ricordo benissimo, allora ragazzo, (ormai, ahimè, tantissimi anni fa) quando i miei concittadini, di un piccolo borgo calabrese gridavano “adda venì baffone”, era l’invocazione e la speranza che in Italia venisse “baffone”, come veniva chiamato Iosif Stalin, il dittatore dell’Unione Sovietica. Per un riscatto sociale, economico e politico. E, intanto, in massa, votavano per il Partito comunista italiano. Cosa importava ai contadini del mio paese, che passavano le giornate al freddo, o sotto il sole, a zappare la terra, che Stalin fosse uno spietato e violento dittatore, capace di repressione e terrore, come e, forse, peggio di Hitler? Loro sapevano che peggio non potesse andare, a loro e alle loro famiglie, che vivevano di stenti. Gli estremismi, a sinistra e a destra, hanno, nel profondo delle origini, questa causa: il malessere generale.  Beatrix von Storch, avvocata e vicepresidente del gruppo AfD, ha spiegato sul Corriere della Sera da cosa è rappresentato questo disagio e cosa vogliono fare. “Per prima cosa vogliamo espellere tutti coloro che hanno un obbligo esecutivo di lasciare il Paese, sono circa 250.000 o anche di più. (È una delle conseguenze di quando, con un gesto umanitario apprezzabile, nel 2015, Angela Melkel spalancò le frontiere a 900.000 migranti, tra siriani e afgani, ndr). Alleggerire questo Paese di persone con cui – non tutte ma moltissime – abbiamo problemi molto gravi nel campo della criminalità, ma anche per quanto riguarda i nostri sistemi di previdenza sociale, il sovraccarico delle nostre infrastrutture e così via, nelle scuole: abbiamo problemi ovunque”. È inutile e superfluo andare a vedere il titolo di studio, la cultura. la storia, l’età, in Sassonia – Anhlt, come in tante altre parti del mondo, è successo che i cittadini con tanti disagi, emarginati, trascurati da tempo, si sono voluti ribellare, e lo hanno fatto con il voto. Ma, in questo caso, nel contempo, hanno messo a nudo, e richiamato l’attenzione generale, sulla grave crisi economica, prima ancora che politica, che sta attraversando la Germania. Cha sarà certamente in grado di superare, prima che, a Berlino, arrivi l’AfD.

Fortunato Vinci – www.lidealiberale.com – Agenzia Stampa Italia           


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