Gli autogol di Giovanni Malagò, il bravo manager
Sconcerta
un po’, diciamolo con estrema franchezza, vedere Giovanni Malagò, nuovo
presidente della Figc, cominciare così, con qualche imbarazzante autogol, il suo
nuovo prestigioso incarico. Si sapeva da alcuni mesi che la prima decisione che
bisognava prendere era quella di trovare il nuovo Commissario tecnico per la
Nazionale. Nominare Paolo Maldini e Leonardo poteva essere, e anche sembrare,
una decisione da condividere, ma bisognava anche sapere le intenzioni dei due
sul nome da proporre per la panchina. In qualche occasione lo avevano anche
detto, che avrebbero preferito Andrea Pirlo, e comunque Malagò avrebbe dovuto e
potuto chiederglielo, ed eventualmente discuterne, prima di nominarli. Una
leggerezza incomprensibile e ingiustificabile per un manager, considerato pure
bravo. Clamoroso autogol. E il seguito non è stato migliore. La scelta di
Roberto Mancini come Ct della Nazionale è quantomeno inopportuna, almeno per due
motivi. Intanto perché è vero che ha vinto il campionato europeo nel 2021, ma è
vero anche che due turni (compresa la finale) li ha superati ai calci di rigore;
e poi, quell’abbandono nel momento del bisogno della panchina azzurra, è stato
inaccettabile, irrispettoso, quasi offensivo. Soprattutto per la motivazione.
Nessun incarico di prestigio che potesse giustificare quel rifiuto e quella
fuga: solo qualche pugno di dollari in più, per far fare un salto astronomico
al conto corrente, peraltro in un paese, l’Arabia, da terzo mondo per
tradizione calcistica, diventato primo per la montagna di dollari che mette a
disposizione. Una cosa semplicemente penosa che mortifica i valori dello sport.
Anche perché ancora penso - il solito ingenuo - che guidare la nazionale del proprio paese sia
il massimo per un allenatore. Vuoi mettere l’emozione, l’ebbrezza, il prestigio
di avere sessanta milioni di tifosi? La vicenda di Mancini, peraltro, stride
con quella di Zinedine Zidane, anche lui, in questi giorni, nominato Ct, della Francia. Le prime parole
dell’ex pallone d’oro: “Ho detto tanti no pur di essere qui. Sogno da tanto
tempo la nazionale francese. In questi quattro o cinque anni ho ricevuto
offerte per allenare alcuni club, le ho rifiutate tutte”. Evidentemente c’è
un’alternativa ai soldi. Roberto Mancini ha avuto anche un regalo prezioso in
più, di cui dovrebbe ringraziare Malagò, ed è la nomina di Claudio Ranieri come
direttore tecnico della Figc. Ranieri è un uomo di sport come pochi, ha una
esperienza enorme come allenatore, dal Chelsea al Valencia, al Monaco, e anche Inter,
Juventus, Roma, Cagliari, fino a quell’impresa indimenticabile, da meritare perfino
la laurea honoris causa dell’Università degli Studi di Perugia, nel far vincere,
in Inghilterra, la Premier, al minuscolo Leicester, la cui vittoria finale era
quotata 5mila a uno. Tutto ciò dopo essere stato un buon giocatore di Roma e,
soprattutto, per ben dieci anni, del Catanzaro, terzino sinistro, come si
diceva una volta, con il n.3, nonché capitano dei giallorossi calabresi ai
tempi d’oro della Serie A. Ora il tandem è composto, e, probabilmente, è anche più
affidabile del trio Maldini-Leonardo-Pirlo, ma quanta fatica e quanti
pasticci.
Fortunato Vinci – www.lidealiberale.com
– Agenzia Stampa Italia
Si vede che oltra ad essere un tecnico con grande competenza nel mondo del calcio sei anche un uomo che ancora crede nei valori dello sport. BRAVO!!!
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