I soldi per le armi aumentano, ma nessuno, nel mondo, è in grado di far capire che è una follia
Dopo
aver letto quanto si spende per la Nato c’è una sola cosa da fare: mettersi a
piangere. Mettersi a piangere anche nel vedere che non c’è nessuno, nel mondo,
in grado di far capire che è un’autentica follia quello che si sta facendo, cioè
spendere migliaia di miliardi di dollari (1.000 miliardi solo gli Stati Uniti!)
per gli armamenti. Ma per fare cosa? Non riesco proprio a capire. Non riesco a
capire a cosa possa servire questa gara, assurda e demenziale, tra chi avrà,
dilapidando montagne di soldi, più armi e munizioni, sempre più sofisticate e pericolose.
Si giustifica il tutto con la paura di attacchi di paesi ostili e la voglia di
difesa e di deterrenza. Anche mercoledì scorso, ad Ankara, è stato ribadito che
la Russia è considerata “una minaccia a lungo termine”. Certo, può essere, non
si può escludere nulla visto quello che sta facendo Vladimir Putin in Ucraina,
ma è sulle modalità di impostare la difesa e la deterrenza che non sono affatto
d’accordo. Perché non è necessario questo frenetico, assurdo riarmo di tutti i
paesi. In Turchia, al vertice della Nato, erano presenti i rappresentanti di 32
paesi. E ricordiamo che nel famoso art. 5 della Nato ci sta scritto il
principio fondamentale della difesa collettiva, nel senso che un attacco armato
contro uno o più stati membri, in Europa o nel Nord America, è considerato
un’aggressione contro tutti. Già questo, per un’Alleanza così numerosa, in cui,
tra l’altro, ci sono nazioni con armi nucleari come gli Stati Uniti, la Francia
e il Regno Unito, dovrebbe bastare come deterrente. Che bisogno c’è di incrementare
ulteriormente gli acquisti per avere, tutti, arsenali ben forniti di armi e
munizioni, quando la difesa, in base agli accordi, sarebbe collettiva? C’è un
solo terribile, ignobile motivo: favorire i business miliardari delle lobby
delle armi. E la cosa ancora più allarmante, che provoca addirittura angoscia,
è che, pur essendo la cosa così macroscopicamente evidente, nessuno ha la forza
e il coraggio di dirlo, di denunciarlo e di protestare. Silenzio assoluto. I
titoli dei giornali riassumono le conclusioni dell’assemblea con uno
sconfortante “successo del vertice Nato”, questo, sol perché tutti si sono
messi d’accordo di aumentare le spese per le armi. Una vergognosa assurdità.
Eppure, volendo, i 32 paesi dell’Alleanza Atlantica, avrebbero un altro mezzo,
che potrebbero usare, in alternativa all’intervento militare, ed è l’isolamento
del paese aggressore. Un isolamento immediato, vero, effettivo. Oggi, nessun
paese è autonomo e del tutto indipendente, e potrebbe sopravvivere a lungo
senza avere contatti con gli altri paesi nello scambio internazionale di beni,
servizi e capitali. E chiudere immediatamente le ambasciate, interrompere i
trasporti per persone e merci, togliere i titoli azionari delle società del paese
aggressore dalle quotazioni delle Borse mondiali, bloccare subito gli acquisti
di gas e petrolio e di tutte le altre merci dell’import ed export, sarebbe uno
choc terribile. Che avrebbe un impatto pesante sugli interessi e la vita di
tutta la popolazione, di cui anche i dittatori non potrebbero non tenere conto.
Ma deve essere un isolamento vero, non
come è successo quando, più di quattro anni fa, Vladimir Putin, con i carri
armati, ha invaso l’Ucraina. In quella occasione, l’Unione Europea ha adottato
pacchetti di sanzioni, che, però, non solo non sono state immediate, e quindi in
condizioni di bloccare, subito, tutte le attività commerciali sovietiche, sono
state parziali e non effettivamente rispettate, anzi, sottobanco, come si è poi
saputo, le condizioni di restrizione, hanno avuto l’effetto di favorire i
russi, che hanno fatto più affari di prima. E, infatti, l’aggressione, e la
guerra, con morti e distruzioni, non accenna a finire, mentre c’è pure qualche
anima pia (lautamente pagata) che auspica e sollecita la fine, prima possibile,
delle ultime, simboliche, sanzioni, ancora rimaste.
Fortunato Vinci – www.lidealiberale.com
– Agenzia Stampa Italia
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