" Grazie a Sinner siamo diventati campioni del mondo". Idea seducente, ma un po' troppo fantasiosa

 “Grazie a Sinner siamo campioni del mondo”. Leggendo questo titolo ho appreso, piacevolmente, seppure con un certo stupore, di essere diventato, anch’io, campione del mondo di tennis, grazie alle vittorie e al primato di Jannik Sinner. Seducente e piacevole, ma l’idea sembra soprattutto bislacca e stravagante. A dire il vero una coppetta, per essere arrivato secondo in un torneo di tennis di pochissima importanza ce l’ho a anch’io, ma da qui ad immaginarmi numero 1 al mondo, il salto, seppure del tutto fantasioso e ipotetico, è assolutamente improponibile. Questa usanza di attribuirci le vittorie degli altri è una consuetudine molto seguita, come salire sul carro del vincitore. In questo caso, ovvio, non c’è nessun carro, eppure il modo di fare è così tanto consolidato che ci induce a farlo sempre, in ogni occasione. Sinner, anche domenica, nel torneo di Wimbledon, è stato spettacolare, la forza e le abilità del campione, qualità viste in più frangenti nel corso del lunghissimo e appassionante match contro Alexander Zverev, numero 2 al mondo. I dubbi e le incertezze per le sue condizioni di salute sono stati spazzati via, ma sono malesseri che possono tornare come è normale che sia in tutti gli esseri umani. Senza che se ne debba fare un cruccio. Quando avverrà, se avverrà, ne prenderà atto; a Londra, intanto, è stato semplicemente perfetto. Ma campione è solo Jannik. Se si vuole, si può coinvolgere, in questi eccezionali successi, i genitori, che seguono e vivono con ansia le prestazioni del figlio, con la mamma Siglinde che entra ed esce dalle tribune per eccesso di stress. E, poi, la fidanzata ed il team che lo segue, tutti noi altri non c’entriamo assolutamente nulla. Possiamo tifare, essere lusingati ed orgogliosi, gioire di avere un campione così bravo come connazionale, ma niente di più: il campione è solo lui. Diventato leggenda, già così giovane.

Fortunato Vinciwww.lidealiberale.com

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