Le stragi sulle strade (in pessime condizioni) con troppi piloti improvvisati

 

In un anno ci sono stati, secondo il rapporto Istat-Aci, 173.364 incidenti stradali con lesioni, che hanno provocato 233.863 feriti, circa 640 al giorno, 26 l’ora. Mentre i morti sono stati 3.030, 8 al giorno. Il tasso di mortalità stradale, pari a 51,4 decessi per milione di abitanti (contro il 44,8 della media europea) posiziona il nostro Paese al 19° posto della graduatoria europea. Come se ci fosse una guerra in corso. Interessa a qualcuno? Assolutamente no. Ormai, quando saliamo in auto, oltre al rischio, sappiamo che andremo incontro a due scenari. O ad un ingorgo infinito, tra lavori in corso e ressa di automobili, tir e furgoni, ormai così tanti che non si sa dove metterli e, francamente, quando vedo che il governo finanzia nuovi acquisti di veicoli, mi chiedo se sia una politica saggia e responsabile, considerando che le automobili, con i tir e tutto il resto, sono una delle principali cause di inquinamento, che nuoce alla salute e al clima. Tra l’altro, si vedono oggi le conseguenze di quella sciagurata e dannosissima decisione della Dc, con i suoi alleati di governo, di azzerare il trasporto ferroviario per favorire, in maniera indiscriminata e irresponsabile, quello su gomma. Quindi, file interminabili in città e, sempre più spesso, anche in autostrada, soprattutto dove non ci sono le tre corsie. Se non siamo imbottigliati, l’alternativa non è migliore, anzi più pericolosa, perché significa che ci troveremo, immancabilmente, e a nostra insaputa, su un circuito di Formula1. Può essere pure una strada sterrata, quel che è certo è che incontreremo tanti automobilisti, di qualsiasi età e con qualsiasi mezzo, in buone o cattive condizioni di salute, a sfrecciare, spesso a velocità doppia (doppia!) rispetto ai limiti indicati (a chi?) dalla segnaletica stradale. D’altronde i controlli sono pressoché inesistenti. E le conseguenze sono quelle sopra descritti. Una carneficina. Provocata, principalmente, dall’eccesso di velocità, ma come concause ci sono certamente le pessime condizioni delle strade. Se escludiamo le autostrade, tutte le strade, da Nord a Sud, passando per il Centro, non danno alcuna garanzia di sicurezza.  Ci sarebbe da chiedere dove finiscono tutti quei soldi che versano gli automobilisti e perché non viene chiamato in causa, per le implicazioni civili e penali, chi è responsabile della rete viaria, senza gli standard di sicurezza, previsti dal Codice della strada. Colpe gravi, abbastanza evidenti, di regioni, province e comuni. Si sperava potesse avere qualche effetto, come deterrente, la legge del 2016, con l’introduzione del reato di omicidio stradale, ma così non è stato, ora rimane solo la prevenzione, ma non ci pensa nessuno nemmeno a questa. Tutti i partiti sono, come si sa, “in tutt’altre faccende affaccendati”, non possono pensare agli incidenti stradali e alle stragi.       

Fortunato Vinciwww.lidealiberale.comAgenzia Stampa Italia   


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