Lucciole per lanterne, alla sinistra i conti non tornano
Stanno, da giorni, a fare calcoli,
ma i conti non tornano. La sinistra non sa spiegarsi come sia potuto accadere
che quei quasi quindici milioni di elettori che hanno detto no al referendum
sulla riforma della magistratura (non della giustizia!) appena due mesi fa, non
si siano fatti vedere così convinti e compatti a votare, massicciamente, per i
candidati della sinistra nelle amministrative della settimana scorsa. Eppure in
tanti, compreso noi, avevamo fatto notare, subito dopo la vittoria del no, che sarebbe
stato un grosso errore pensare e considerare tutti quei voti contrari al
referendum, come anche contrari al centrodestra e al governo. Due cose nettamente
diverse e distinte. Apprezzabile è stata la notevole affluenza per respingere
quella legge che cambiava sette articoli della Costituzione, concepita e
imposta dal governo senza alcuna possibile partecipazione da parte del
Parlamento, che era, peraltro, macroscopicamente evidente, come una forzatura
intollerabile dal punto di vista costituzionale e democratico. E benissimo ha
fatto il popolo a bocciarla, ma mi è sembrato arbitrario ritenerlo tutto popolo
di sinistra, i contrari erano anche di destra. Non solo, in quella occasione si
sono mobilitati anche coloro che alle politiche non vanno a votare, quindi,
immaginare tutti votanti della sinistra è stato un errore fatale, da autentici sprovveduti.
Ma errore fatale è stato anche il fatto che molti politici non abbiano ancora capito
che i cittadini italiani, nella stragrande maggioranza, non sono (ancora) un
gregge, hanno una dignità, sanno discernere e sanno indignarsi, e reagire, quando
qualcuno pensa di poterli trattare come gregge. Eccezionale e mirabile sintesi
di questa realtà, a volerla vedere e leggere con saggezza, sta tutta nella vicenda
delle amministrative di Venezia. Com’è noto, contrariamente ad ogni previsione,
ha vinto Simone Venturini, 38 anni. Candidato del centrodestra, assessore della,
criticatissima, giunta uscente di Luigi Brugnaro. Più che appoggiarsi ai
partiti (ai minimi, nell’occasione, FdI al 12,9%, la Lega al 4,7%, FI 2,5%) Venturini
ha fatto una sua lista personale che ha preso il 30% “pescando” tra i giovani, “allargando
un po’ al centro, andando a parlare ai tantissimi che non si riconoscono nei
partiti, puntando molto sul pragmatismo e sull’empatia”. Di contro, la sinistra,
rappresentata da tutto il campo largo, ha presentato, nettamente favorito dai
sondaggi, il senatore Pd (da cinque legislature) Andrea Martella, che aveva mostrato
di avere idee molto chiare: “Il campo largo funziona e credo che possa
diventare un modello replicabile anche a Venezia per l’elezione del nuovo
sindaco”. Soprattutto - ha pensato - con
la strepitosa novità di coinvolgere la comunità del Bangladesh (20.000
residenti a Mestre) e la candidatura, nelle liste del Pd, di alcuni loro rappresentanti
di fede musulmana, con sullo sfondo la richiesta della moschea. Degnissime
persone, naturalmente, ma non è detto che siano le scelte migliori per
amministrare gli italiani che hanno (ancora) altre storie e tradizioni.
Fortunato
Vinci – www.lidelaiberale.com
– Agenzia Stampa Italia
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