E se abolissimo il Var? L' arbitro tornerebbe solo e "umano", e con meno polemiche

 

È del tutto bizzarro e grottesco quello che si è preteso di voler fare, nel calcio, con il Var: rendere senza errori, praticamente perfetto, l’arbitraggio, in un gioco, peraltro, in cui di certo e perfetto non c’è quasi nulla, anzi è tipicamente caratterizzato dalle incertezze. Dall’allenatore, quando sceglie i calciatori da mandare in campo, agli stessi protagonisti che, sul terreno di gioco, in una partita, commettono almeno un centinaio di errori, come quelli, considerati clamorosi, degli attaccanti che sbagliano davanti alla porta sguarnita, alle papere dei portieri, è molto, o tutto, affidato al caso. Anche l’abilità e la bravura dei calciatori è condizionata dalla casualità delle azioni. E la pretesa dell’arbitro infallibile e giusto, dove poi? In un Paese in cui la giustizia manca pressoché dappertutto, cominciando dai luoghi “sacri” delle aule giudiziarie, tanto che, nell’apposita classifica, l’Italia si trova al 27° posto. Il Var (Video assistant referee) è, com’è noto, un supporto video che utilizza la tecnologia per rivedere le azioni sui gol, rigori, espulsioni, etc. che possano aver avuto una decisione dubbia dell’arbitro e dei guardalinee che sono in campo. Questo sistema affonda le radici nella mitica moviola (e moviolone) dell’indimenticabile Aldo Biscardi, utilizzata nell’altrettanto mitico “Processo del lunedì” prima e nel “Processo di Biscardi” dopo, con l’unico scopo, che, allora, era pure abbastanza evidente, di consentire a quello straordinario anfitrione del conduttore di trasformare le sue trasmissioni in seguitissimi spettacoli, vivisezionando le azioni dubbie da diverse angolazioni, provocando quelle suggestive e interminabili discussioni surreali che, dallo studio, poi, si diffondevano, a macchia d’olio, e alimentavano, per almeno una settimana, le disquisizioni dei tifosi, mancando i social, in tutti i bar sport del paese. Un capolavoro, visto che la moviola, o il moviolone, non solo non chiarivano alcun dubbio, al contrario: dividevano i pareri e le opinioni. Era, in fondo, proprio quello che voleva Aldo. Ma una cosa è fare spettacolo, un’altra cosa, completamente diversa, è pretendere di rendere gli arbitri infallibili. Ecco perché mi sembrano assurde le polemiche che seguono gli arbitraggi, per la semplice ragione che le immagini riviste più volte in tv, più o meno rallentate, spesso non danno certezze, e, alterando la dinamica naturale con cui è avvenuta l’azione, possono ingannare (arbitro compreso) e non mettono quasi mai tutti d’accordo, con giudizi diversi e difformi, a dimostrazione che molto di cui si discute è, generalmente, se non sempre, del tutto opinabile. Il Var, con il suo arbitro aggiunto, può dare un aiuto all’arbitro in campo, se, il direttore di gara, ha la voglia e la modestia di prenderlo in considerazione. A questo, solo a questo, può e deve servire il Var. Pensare di farne uno strumento per rendere le decisioni arbitrali infallibili, mi sembra una pretesa innaturale e assurda. E se fosse stato questo l’obiettivo, allora si tratta di un evidente fallimento, tanto vale abolire il Var, in attesa di far arbitrare la partita direttamente dall’intelligenza artificiale, ammesso che sarà infallibile. L’arbitro da solo, invece, senza la squadra di moviolisti, tornerebbe “umano”, e, quindi, fallibile, con diritto alle attenuanti generiche, e le sue decisioni, accettabili e comprensibili, sarebbero capaci, finalmente, di ridurre gli attriti e le polemiche. Tutto questo, naturalmente, non c’entra nulla con le questioni degli arbitri “graditi” o “sgraditi”, a questa o a quella squadra, con i suggerimenti e le imposizioni di cui si parla in queste settimane nell’inchiesta della Procura di Milano che, invece, infarciscono di veleni gli arbitraggi e rovinano il calcio.

Fortunato Vinci – www.lidealiberale.com – Agenzia Stampa Italia   


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