"Chi controlla la magistratura?" L'imbarazzante e inquietante quesito di Carlo Nordio, ministro della giustizia, che rivela, con un autogol clamoroso, i veri scopi della riforma

 

Il ministro della giustizia, Carlo Nordio, al termine del Consiglio dei ministri, qualche giorno fa, ha avuto l’ennesima occasione di ribadire la necessità urgente di una riforma costituzionale per introdurre un sistema di controlli più efficace sulla magistratura. “Chi controlla la polizia? La controlla la magistratura. E chi controlla la magistratura?” ha chiesto provocatoriamente il ministro, lasciando tutti gli astanti a naufragare nella loro profonda ignoranza, senza trovare un appiglio per la risposta, solo allora è venuto in aiuto lui stesso a illuminare la questione, spiegando che, attualmente, la magistratura si controlla da sola, all’interno del Csm (Consiglio superiore della magistratura) e della sua sezione disciplinare, definita dal ministro “giustizia domestica”. I quesiti e i ragionamenti del guardasigilli sono inquietanti e stupefacenti insieme.  Lo sono perché si tratta di un ex magistrato e lo sono perché si tratta del ministro della giustizia. Come sia possibile ignorare (da bocciatura non solo all’università, anche, alle medie, all’esame di educazione civica) l’art. 104 della Costituzione che recita testualmente: “La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere”.  Come fa un ministro a porsi una domanda su chi controlla la magistratura? E, dimostrando di ignorare la Costituzione, mostrare stupore e, in macroscopico contrasto con essa, insinuando la necessità di doverla in qualche modo controllare, visto che, attualmente, non la controlla nessuno, se non la “giustizia domestica”? Dichiarando, nel contempo, in modo così chiaro e clamoroso, che la riforma, quella che, appunto, dovrà essere approvata dal referendum del 22 e 23 marzo, che prevede l’istituzione di un’Alta Corte, indipendente e autonoma, non soggetta alle pressioni delle correnti interne, ha proprio questo scopo, quello di esercitare un controllo effettivo sulla magistratura. Ecco, finalmente chiarito, lo scopo della riforma. Questa nuova istituzione, secondo Nordio, garantirà un equilibrio (sic!) tra autonomia e controllo, fondamentale per il buon funzionamento della Stato di diritto. E, invece, si tratta di una manovra ingannevole di una gravità assoluta perché si stanno raggirando gli elettori. Non vi è alcun dubbio, infatti, che se è questa la situazione, e queste sono le finalità, la legge doveva essere diversa e il quesito referendario formulato in maniera chiara e leale: volete voi abolire l’art. 104 della Costituzione, e che la magistratura sia sottoposta al controllo di un organo politico?  Così, senza partorire l’ennesimo inganno. Un motivo in più per votare no.   

Fortunato Vinciwww.lidealiberale.com – Agenzia Stampa Italia


Commenti

  1. Tutto chiaro e quanto mai pericoloso lasciare che questo governo possa cambiare la costituzione

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  2. Stavolta pare proprio che l’hai preso col barattolo della marmellata in mano, il povero ministro! E con questa ‘confessione spontanea’ sembra che poco altro ci sia da aggiungere. Ottimo!
    FF

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