Sulla strada della salvezza il Perugia conquista tre punti fondamentali a San Benedetto (0-1)
Non
si trattava di un banale, semplice incrocio di campionato, al “Riviera delle
palme” di San Benedetto del Tronto, c’era il baratro, dentro il quale,
perdendo, il Perugia sarebbe rovinosamente precipitato. Ultima spiaggia, o quasi,
per cercare di uscire dai playout. Più che gli undici scelti e lo schema di
gioco, a contare di più in queste situazioni, e a fare, alla fine, la
differenza, deve essere lo spirito combattivo. Una “battaglia” fisica, tecnica,
tattica. Con questo pesantissimo fardello, i grifoni hanno affrontato i
rossoblù marchigiani. Giovanni Tedesco, per l’occasione, ha tirato fuori un
modulo molto interessante, interessante significa che è adatto ai suoi ragazzi
e consente loro di dare il massimo e, nello stesso tempo, consente di puntare
con convinzione alla vittoria contro qualsiasi avversario. Cosa che, peraltro, bisogna
assolutamente fare fino alla fine del campionato. Si è trattato di un inedito 4-2-3-1 che nella fase offensiva diventava
4-3-3. Oggi è stato interpretato in maniera assai convincente, tanto che le
occasioni per segnare sono state tante, anche se il gol del vantaggio è poi
venuto, al 28’, su un’incursione offensiva di Tozzuolo che ha chiuso un’azione,
piuttosto confusa, nell’area dei padroni di casa. L’incontro era importante per
la salvezza non solo per i grifoni, ma anche per gli uomini di Filippo D’Alesio,
che ora, perdendo, si trovano in piena zona playout. Era dunque un confronto
che bisognava giocare con la massima concentrazione come ha fatto il Perugia,
ma l’importanza, e lo striminzito gol di vantaggio, ha reso il match
equilibrato e incerto fino all’ultimo. Dicevo delle occasioni, che ci sono
state. Montevago, come sempre, è stato un leone, ha lottato su ogni palla, ma
ha avuto sin dal primo minuto alle sue costole, a marcarlo ad uomo, Dalmazzi
che ne ha condizionato il rendimento, anche se tre, quattro volte volte
l’attaccante dei grifoni gli è andato via alla grande, ma poi non è stato
lucido nel momento di concludere. Peccato, un gol se lo sarebbe meritato. Ai
suoi fianchi, nel tridente offensivo biancorosso, c’era a destra Canotto e a
sinistra Bacchin. Nel centrocampo c’è stato sin dal primo minuto l’inserimento
di Ladinetti, con Manzari e Tumbarello. Poi, per l’ultima mezz’ora, ha fatto il
suo debutto (per la terza volta con la maglia biancorossa) anche Verre, di cui
è difficile dimenticare quello splendido campionato, 2018-2019, con 35 presenze
e 12 gol. Insomma dopo il calcio mercato, chiuso qualche giorno fa, a Giovanni Tedesco
gli hanno dato, con otto nuovi acquisti, non dico una Ferrari, che mi pare
esagerato, ma un’autovettura di buona cilindrata per lo sprint finale. Adesso
ha un organico tra cui poter scegliere senza l’affanno e i limiti degli uomini
contati. Fosse successo in estate,
sarebbe stata un’altra corsa e con traguardi meno sofferti e più ambiziosi. In
pianura, a San Benedetto, tutto è andato bene, vedremo se giovedì prossimo, anche
in montagna, in notturna, sui tornanti di Piancastagnaio, la vettura di
Giovanni sarà altrettanto veloce, proficua e vincente.
Fortunato Vinci – www.lidealiberale.com
– Agenzia Stampa Italia
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