I dubbi e le certezze di cui è disseminato il cammino verso le urne referendarie
Sì,
è vero, ho sostenuto due volte l’esame di diritto costituzionale: una volta
alla Facoltà di Economia e Commercio all’Università di Messina e un’altra
volta, qualche anno dopo, alla Facoltà di Giurisprudenza, con il professore
Giuliano Amato, all’Università di Perugia. Pensavo, per questo, di avere titolo
di leggere e di decidere sulla legge di riforma dei sette articoli della
Costituzione sulla magistratura che, com’è arcinoto, è oggetto del referendum
confermativo il 22 e il 23 marzo. E, dopo attenta riflessione, avevo deciso,
per tante ragioni, di votare no, cosa che, peraltro, ho avuto modo di
raccontare e ripetere nei tanti articoli che ho scritto, tutti contrari a
questa riforma. Ma ieri mattina una terribile notizia, che non avrei mai voluto
sapere, mi ha frastornato, confuso, disorientato, perché ha scosso, come un
terremoto, tutte le certezze a cui avevo legato la mia decisione. È successo che
nel fare la consueta rassegna stampa, mi sono imbattuto nella prima pagina de il Giornale che riportava che Fausto
Leali ha avuto un premio alla carriera durante la serata di mercoledì del
Festival di Sanremo. In verità già lo sapevo, perché, seppure nel dormiveglia,
avevo assistito a quella premiazione, con Fausto Leali che ha cantato due belle
canzoni ed ha ringraziato tutti per la targa. Ma poi, sempre su il Giornale, c’era scritto: “A voce alta
per 65 anni e al referendum voto Sì”. Voto sì? Proprio così, incredibile. In
diretta non aveva parlato di referendum anche perché a me, così, di primo
acchito, sinceramente, sembrava che non c’entrasse nulla il premio alla
carriera con il referendum sulla magistratura. E, invece, non è affatto così,
mi sbagliavo io. E non potrebbe essere diversamente: se un quotidiano così
autorevole, fondato addirittura da Indro Montanelli, riporta in prima pagina
una notizia così, vuol dire che la notizia c’è, e la relazione, che io non sono
riuscito a trovarla, l’ha invece trovata quel segugio di Paolo Giordano,
l’inviato al festival, che invece di pensare solo alle banali canzonette, come
fanno tutti gli altri suoi colleghi, lui si è tuffato su qualcosa di veramente
importante e di pressante attualità, ed ha carpito al cantante questa preziosa
confidenza sulle sue intenzioni di voto al referendum, notizia importantissima
per tutti, in particolare per i suoi fans, un autentico scoop, che il direttore
Tommaso Cerno l’ha poi ulteriormente valorizzata, con lo spazio adeguato e la
foto. Ora, mettetevi nei miei panni e cercate di capire l’imbarazzante
situazione in cui mi trovo, essendo precipitato, assalito dai dubbi, nella
crisi più nera: come farò a votare in maniera diversa di come ha detto di votare
Fausto Leale, uno dei miei idoli canori, che ha portato al successo “A chi”,
che, ancora a sentirla, mi suscita enormi emozioni e risveglia dolci ricordi?
Davanti ad una situazione di questo genere, travolte le conoscenze giuridiche,
acquisite di là e di qua del continente, polverizzate le certezze, non posso
assolutamente non tenere conto di quel che pensa e vota un big della canzone
italiana, come Fausto Leali. Però, così, Indro si rivolta nella tomba.
Fortunato Vinci – www.lidealiberale.com
– Agenzia Stampa Italia
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