Vannacci, straordinario giocoliere con le parole, che ritrova i camerati e agita la politica

 

Sono un po’ stupito dall’importanza che i media, in questi giorni, stanno dando a Roberto Vannacci. A me non sembrano cose rivoluzionarie quelle che stanno succedendo. Sì, è andato a sfidare, con sprezzo del pericolo e coraggio da generale, seppure in pensione, l’interrogatorio di Lilli Gruber, acrimoniosa come sempre, nel salotto di 8 e 1/2, ma non è successo niente di straordinario, come peraltro era facilmente prevedibile. Vannacci ha risposto a tutte le domande a modo suo, cioè dicendo l’opposto di quello che pensava la conduttrice e Lina Palmerini, giornalista aggiunta de il Sole 24 Ore, ospite in studio, a dare man forte a Lilli; dunque, niente di nuovo e di diverso, anche se l’hanno fatta apparire come l’intervista del secolo. Nel fine settimana, a Roma, il generale ha costituito ufficialmente il suo nuovo partito, “Futuro nazionale” ed ha confermato quello che già si sapeva: va, spinto da questa eccessiva e, in verità, pure incomprensibile popolarità, per la sua strada, predicando il suo credo come un missionario, accogliendo profughi politici, ritrovando camerati, dispersi dai tempi del Msi, e sperando di trovare tanti adepti ed ammiratori che possano sostenerlo alle elezioni politiche del prossimo anno, come è successo quando si è presentato, ed è stato eletto, al Parlamento Europeo. Adesso si pensa, e si teme, che possa rappresentare l’ago della bilancia. I sondaggisti lo danno, già, al 5,3%, al pari della Lega, e questo è clamoroso, anche se lo avevamo previsto: “Si sta sciogliendo come un gelato, la Lega in mano a Salvini, mentre incombe l’Opa di Vannacci”. Molto probabilmente sarà un problema, perché se non si allea con il centrodestra potrebbe danneggiare la coalizione di Giorgia Meloni, in pratica un uomo che si dichiara di destra, quella “autentica”, come dice lui, che può favorire, fino a far vincere, la sinistra. Intanto si diverte sfidando tutti coloro che pensano che sia la feccia, e lui, invece di indignarsi come avrebbero fatto tutti, ci sguazza dentro, allegro e felice, “siamo la feccia e ne siamo orgogliosi”.  Fa, infatti, il contrario degli altri. Gioca con le parole, un prestigiatore, acrobata e illusionista, a seconda dei casi, diverte e si diverte, perché è lui a condurre il gioco, e lo fa con estrema destrezza. L’ultima trovata estrosa è stata quella di non considerare reato particolare il femminicidio, che, per lui “non esiste”, in quanto, se sia più o meno atroce dipende dalla gravità, e dalle conseguenze che provoca, non dal sesso, ma sapeva e voleva toccare, ancora una volta, un nervo scoperto, infatti, ieri, tutti i giornali, scandalizzati, hanno riportato la cosa in prima pagina. Complimenti. Elenca i giornalisti che - dice -  sono contrari e avversari, ma non è vero, naturalmente, gli servono, eccome, sono loro che ne parlano, bene o male, non importa, per lui non c’è differenza, non a caso ringrazia sempre quello che ha parlato male per primo, cui deve la notorietà e il successo: Matteo Pucciarelli di Repubblica. Quello che ha avuto l’infelice idea di leggere il libro del generale, “Il mondo al contrario”, e fare una recensione pessima, e che, proprio per questo, ha suscitato enorme curiosità e ha portato uno straordinario successo di vendite. Fino a quando può durare questo gioco? Fino a quando sarà chiamato a dimostrare di saper fare quello che dice. Dalla remigrazione all’Italia solo agli italiani. E sarà, probabilmente, quello che, ora, è legittimo pensare: un bluff, un clamoroso bluff.

Fortunato Vinci – www.lidealiberale.comAgenzia Stampa Italia



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