Dai social triste e amara conferma: più conosco gli uomini più di affeziono al mio cane

 

“Più conosco gli uomini più mi affeziono al mio cane”. Poco importa chi ha detto questa famosa frase, da Socrate a Pascal, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Ricordo solo che la ripeteva, spesso, mia madre. Due ultimi episodi danno l’inquietante ed imbarazzante conferma di un’umanità sempre più violenta, che trascura i principi, i valori minimi di solidarietà e convivenza. Il primo riguarda la disgrazia che, sabato scorso, ha colpito la ministra della Famiglia, Eugenia Roccella, mentre era in barca sul lago di Vico. Il marito, di 84 anni,  l’ingegnere Luigi Cavallari, con lei sull’imbarcazione, si è tuffato ma non è più riemerso, un malore gli ha fatto perdere le forze e la vita. E a quel punto si sono mobilitati i soccorsi alla ricerca del corpo dell’ingegnere, ma, finora, nessuna notizia, in compenso, accanto alla solidarietà delle più alte cariche dello Stato e di tutte le forze politiche, sono arrivati, a valanga, immancabili, anche i commenti, velenosi e feroci, dei social, definiti uno “schifo” da Giorgia Meloni. Sono i cosiddetti hater, un’utenza aggressiva che odia, disprezza e insulta. Intollerabile. Episodio penoso anche a Forte dei Marmi, dove un giovane lavoratore, alle 14,30, è caduto con la bicicletta ed è rimasto per terra, sanguinante, sotto il sole, mentre la gente passava, in auto e a piedi, e, indifferente, faceva finta di non vedere, fino a quando non è capitato, anche lui in bici, Domenico Berardi, il calciatore calabrese del Sassuolo che, insieme a Elisa Coppedè, titolare di un bar, ha cercato di aiutarlo, chiamando l’ambulanza, fino all’arrivo dei soccorsi. Sprazzi di umanità in un mare di odio.

Fortunato Vinci – www.lidealiberale.com – Agenzia Stampa Italia


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