Trump e Meloni, quando i finti rapporti confidenziali mal si addicono alle relazioni politiche internazionali
Che
posso aggiungere a quello che, da due giorni, tutti i media hanno detto e
scritto su quel tentativo, volgare e squallido, peraltro mal riuscito, che il
presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump ha fatto per umiliare la
presidente del Consiglio del nostro Paese, Giorgia Meloni? E con lei tutti noi
italiani. Si dovrebbero arrabbiare e indignare, se ancora non l’abbiano fatto,
tutti gli americani che stanno in America con origini italiane. Detto questo, la
vicenda presta il fianco a qualche riflessione. È che quando si ricoprono ruoli
istituzionali di altissimo livello, e si rappresenta addirittura una Nazione, i
comportamenti dovrebbero essere sempre accorti, moderati e rigorosamente
diplomatici. Sono decisamente da sconsigliare quei tentativi, che a volte si
fanno, per uscire dal freddo rituale politico e che, straripando, finiscono nel
confidenziale. Anche perché nella stragrande maggioranza delle volte si tratta
di manifesta, sgradevole, maldestra recitazione, solo apparenza, per giornali e
tv. Quei baci e abbracci, con effusioni e trasporto, in contesti di rilevanza
internazionale, mi sono sempre sembrati quantomeno eccessivi e inopportuni. Quelle
scenette che vogliono far credere chissà quanto consenso e importanza ci sia in
quegli abbracci sono assolutamente da evitare. Più di una volta lo ha fatto
anche Giorgia Meloni, non solo con Donald, anche con Emmanuel Macron e Dio solo
sa quanto sia l’acredine che la premier prova per il presidente francese. Se
non ci fossero stati questi precedenti, sono certo che Donald non si sarebbe
permesso di trattare Giorgia come una ragazzetta qualsiasi, conosciuta per caso,
e che invaghita del potere del capo, invoca la foto, facendo, nell’eccessivo
pietismo, addirittura pena.
Fortunato Vinci – www.lidealiberale.com
– Agenzia Stampa Italia
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