Corriere della Sera, il quotidiano nobilitato anche dalle opinioni dei lettori
Leggo,
ogni giorno, immancabilmente, da molti lustri, il Corriere della Sera. Un po’ perché è scritto bene e poi perché, nella
stragrande maggioranza dei casi, condivido le opinioni di chi scrive: firme del
casato ed editorialisti, che spesso fanno il paio con le mie idee di un vecchio
(ahimè) liberale dei tempi andati. Lo compro pure, insieme con qualche altro
quotidiano, perché soddisfa, per uno che seppure da più di 50 anni fa il giornalista,
il bisogno dell’aggiornamento e del confronto. Il Corriere, poi, ha
qualcosa di più e di diverso degli altri giornali. Non so se la proprietà, la
redazione e i lettori se ne siano accorti, ma ha insoliti, apprezzati e preziosi
collaboratori, che non sono a busta paga di Urbano Cairo, e, questo, immagino, faccia
felice e contento il sagace editore: sono i lettori che scrivono al giornale.
Che mandano le loro opinioni, spesso, come è giusto che sia, le loro critiche alle
tante cose che non vanno nel nostro sventurato Paese; evidenziando, quando
serve, le vessazioni e le violazioni dei diritti, ma sempre in maniera educata,
con spirito costruttivo e positivo, proponendo, sovente, suggerimenti e
soluzioni, sempre con moderazione e garbo; tanto da arricchire il giornale,
addirittura nobilitarlo, farne uno strumento importante di confronto, di
pensieri e di opinioni. Con le rubriche: il lunedì caro direttore e la risposta di Luciano Fontana, gli altri giorni: lo dico al Corriere e le risposte di
Aldo Cazzullo. Squarci, pennellate di una società che è eloquente e faconda,
certamente molto meno banale e superficiale di quanto si è indotti a ritenere. Tanto
che, in programma, c’è un aumento delle finestre di dialogo con i lettori. Attraverso
queste lettere, emerge, e si scopre a sorpresa, la parte equilibrata, saggia e
responsabile del nostro Paese, che approfitta della ospitalità del giornale per
farsi conoscere e apprezzare, annunciare che c’è, e che vorrebbe – e, forse,
dovrebbe - contare di più, lontana anni luce dalle piazze cattive, sguaiate e volgari
che si intravedono nei social, occupati, abusivamente, dagli haters.
Fortunato Vinci - www.lidealiberale.com
- Agenzia Stampa Italia
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