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Evviva la flat tax, che vìola la Costituzione, ma porta molti voti

  Sono più di tre anni che mi occupo della flat tax, vale a dire della cosiddetta tassa piatta, un sistema fiscale non progressivo ideato, nel 1956, dall’economista americano Milton Friedman. Questo sistema favorisce smaccatamente alcune categorie di contribuenti, professionisti e le cosiddette partite Iva, consentendo loro di pagare, fino a 85.000 euro, che qualcuno, ora, vuole portare a 100.000 euro, imposte notevolmente ridotte, 5 per cento per i primi 5 anni di attività e poi il 15 per cento. Finora, hanno aderito, nel senso che hanno trovato conveniente, circa due milioni di contribuenti. Un esempio rende meglio l’idea. Un contribuente che esercita un’attività professionale ed emette fatture per 60.000 euro ha diritto, prima del calcolo dell’imposta, di togliere pure le spese forfettarie, così che il suo reddito netto (con la rettifica al 78%) si riduce a 46.800 euro sul quale pagherà 7.020 euro, ma se ha appena iniziato l’attività, e, per i primi 5 anni, come detto sopra, pag...

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