Devastano le istituzioni, peggio di quello che hanno fatto i ragazzi manifestanti con i negozi a Milano

 

Le azioni violente in molte città italiane, di qualche giorno fa, di alcuni gruppi di manifestanti, molti di loro giovanissimi, che, durante le proteste, hanno devastato alcuni negozi del lusso e rubato la merce, hanno avuto conseguenze gravissime. Hanno indotto il governo, nel nome della sicurezza, ad intervenire con un decreto legge per inasprire le pene di alcuni reati per i contestatori di piazza. E, poi, si è cercato di risalire a qualcuno che quei disordini li ha auspicati e sollecitati, se non proprio organizzati. Le indagini hanno portato all’arresto, con l’ipotesi di “istigazione a delinquere” aggravata “dalla finalità di terrorismo”, per quello che ha scritto nel canale social “Movimento 17 ottobre” di un trentenne italo marocchino, con laurea e giornalismo al seguito, abituato ad inneggiare ad Hamas, Youssef Siher. L’arresto, però, è stato annullato dal Gip, Tiziana Landoni. Subito, a guidare l’assalto e lo scontro violento contro la giudice, con al fianco l’artiglieria pesante giornalistica, spesso agli ordini di palazzo Chigi, è stata, in prima persona, con la sciabola sguainata, la stessa Giorgia Meloni: “Una decisione vergognosa” ha detto, indignata. La replica del Tribunale di Milano, con una nota durissima, in difesa del giudice, è arrivata, a strettissimo giro di posta: “La vergogna riguarda altre categorie della vita sociale, non il responsabile e difficile esercizio della giurisdizione”. Un disastro. Peggio, molto peggio di quello che hanno commesso i giovani manifestanti a Milano, Roma e Torino. Un conflitto perenne politica-magistratura, indecente e intollerabile, che lascia, ogni volta, cumuli di macerie, peraltro, un pessimo esempio, dato proprio a quei ragazzi violenti che si intendono criticare e condannare. Non entro, perché non ho tutti gli elementi per giudicare, sulle eventuali, più o meno gravi, responsabilità di Siher; d’altronde è compito della magistratura. Si deve, invece, deplorare Giorgia Meloni, che spesso dà l’impressione, come in questo caso, di non rendersi conto del ruolo che riveste. E dopo più di quattro anni è gravissimo. Forse, pensa, in questo modo, di dare l’impressione di essere una “tosta”. No, facendo così, dimostra di essere soltanto inadeguata. Appare, invece, discutibile il comportamento della Gip, che ha scarcerato Siher. Non per questa decisione (ho già detto di non poter giudicare) ma perché, in passato, aveva firmato l’appello, con altri 3.134 giuristi, per Gaza. Certamente era un suo diritto farlo, lecito e legittimo, sotto certi aspetti anche lodevole, tuttavia confutabile, nel merito, per un giudice, trattandosi di una questione divisiva, sarebbe stato meglio astenersi. Avrebbe anche evitato molti titoli dei giornali di oggi, per le sue scelte, considerate di parte e faziose, anche se la firma sul documento pro Pal, l’aveva messa anche la Pm, Francesca Crupi che, invece, ha chiesto l’arresto dell’italo marocchino. La replica del Tribunale di Milano, infine, sulle vergogne, è un po’ forte, diciamo, attingendo al gergo calcistico, un fallo di reazione. Comunque, non c’è alcun dubbio, si è persa un’altra preziosa occasione per stare tutti zitti, almeno quelli che hanno funzioni importanti e delicate all’interno delle istituzioni.  

Fortunato Vinci – www.lidealiberale.com – Agenzia Stampa Italia


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