Il Perugia commette troppi errori, il Vado ne approfitta e vince al "Curi" (0-2)
Dopo
la vittoriosa trasferta di Gubbio, squadra troppo incerottata per essere un
test attendibile, oggi, al “Curi”, c’era l’incognita Vado, una matricola arrivata
tra i professionisti con qualche grillo per la testa. Era lecito pensare,
comunque, sulle ali dell’entusiasmo, ad un successo, ma contro la squadra
ligure i biancorossi hanno commesso molti errori, decisamente troppi, in parte,
pure incomprensibili. Cominciando dall’arrembaggio alla porta dei rossoblù sin
dal primo minuto. Va bene l’attacco e il pressing alto, ma con accortezza,
pensando che ci sono anche gli avversari, i quali, infatti, in contropiede,
hanno trovato la difesa scoperta tanto che Papazov è stato costretto, da ultimo
uomo, a ricorrere al fallo, cosa che ha portato all’espulsione. Ed era solo il
5’, da allora, quindi da subito, è cominciato il calvario, anche perché Diana
ha immediatamente tolto Sabbatani e ha fatto entrare Renault. Una mossa
precipitosa, che, alla distanza, si è anche dimostrata sbagliata, perché in
attacco è rimasto, piuttosto evanescente, solo Van Amersfoort. Il risultato è
che Bellocci, nel primo tempo, non è stato mai impegnato. Nella seconda
frazione gli ospiti, approfittando di due pasticci in difesa, nel giro di sette
minuti, dal 51’ al 58’, prima con Candiano e poi con Cernigoi, hanno segnato
due gol e costruito la vittoria. Il Perugia ha reagito allo svantaggio solo dopo
l’ingresso in campo di Canotto (64’), il quale ha avuto anche qualche occasione,
ma le conclusioni non sono state sempre precise e, comunque, a chiudere la
porta ci ha pensato anche il bravo portiere degli ospiti. Canotto, infine, ha
rovinato tutto quello che di buono aveva fatto fino ad allora, mandando alle
stelle il pallone di un calcio di rigore. L’espulsione, non vi è alcun dubbio,
ha influito pesantemente sulla prestazione generale e sul risultato, però il
Perugia ha giocato, nel complesso, maluccio. A completare la serata degli
errori anche quelli commessi dall’arbitro Vincenzi di Bologna, che, in più di
una occasione, non ci è sembrato all’altezza della situazione. Una sconfitta
pesante, ma utile, se può servire più che per fare un esame attento degli
errori commessi, un salutare bagno di umiltà. Un po’ di tuti.
Fortunato Vinci – www.lidealiberale.com
– Agenzia Stampa Italia
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