In Italia sembra che vincano sempre i ladri: o si arricchiscono con la refurtiva o con i risarcimenti delle vittime

 

“La giustizia in Italia non dovrebbe stare con i delinquenti”. Lo ha detto Mario Roggero, 72 anni, gioielliere di Grinzane Cavour prima di andare in carcere a scontare i 14 anni e 9 mesi di prigione cui è stato condannato per avere ucciso due ladri e ferito un terzo malvivente che avevano fatto una rapina, cinque anni fa, nella sua gioielleria e stavano scappando con la refurtiva. Roggero sparò quando il “pericolo non era più attuale” nel senso che i ladri stavano fuggendo e, dunque, non c’erano le condizioni, secondo i giudici, di considerare la condotta di Roggero come legittima difesa. Il gioielliere è stato anche condannato a pagare i danni agli eredi e al ladro ferito. Il grido di Roggero oltre ad essere un grido di dolore è anche un grido di allarme.  Di cui bisogna tenere conto. Perché sarebbe grave se fosse vero che lo Stato con le sue leggi, e i magistrati con le loro decisioni, tutelano più i delinquenti che i cittadini onesti. Non vi è alcun dubbio che Roggero abbia avuto una reazione eccessiva, nel senso che ha rincorso i ladri con la refurtiva, ma come si fa a non reagire all’ennesima aggressione, alla minaccia alla moglie e alla figlia insieme con lui nel negozio, con un coltello e una pistola, che solo dopo, ovviamente, si è saputo essere un’arma giocattolo? Una reazione naturale, spontanea, istintiva, certamente eccessiva, ma non era la prima volta, ma l’ennesima e dunque pesantemente condizionata (questa reazione) da un “grave turbamento” e dalla rabbia. Ma tutto non si sarebbe verificato senza la rapina, senza l’azione violenta e delinquenziale dei rapinatori. Come si fa a non tenere conto di questa situazione? Come abbiano fatto i giudici a non considerare il contesto e le dinamiche? Non intendo dire, sia ben chiaro, che avrebbero dovuto assolvere, penso solo che c’erano, da valutare, le attenuanti. E, poi, lascia sbigottiti, oltre la severità della pena, l’entità del risarcimento. Significa che in questo Paese al ladro va sempre bene, qualunque cosa accada. Ha una singolare, imbarazzante, assicurazione sulla vita. Se la rapina riesce si arricchisce con la refurtiva, e, infatti, non è un caso che i furti sono aumentati in maniera esponenziale un po’ dappertutto, come è stato ricordato, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, dai vari procuratori generali, con crescite anche del 32% come in Umbria. Se, poi, al ladro la rapina non riesce, e perde la vita, come è successo in questo caso, gli eredi saranno mantenuti dal gioielliere e la sua famiglia. Una cosa veramente sconcertante oltre che intollerabile.  Forse nessuno degli eredi dei magistrati e dei poliziotti, morti da eroi, nell’esercizio delle loro funzioni per difendere questo Stato, hanno mai avuto risarcimenti così cospicui. Ora, a questo che appare un obbrobrio giuridico, potrà porre rimedio la Corte europea dei diritti dell’Uomo cui verrà fatto ricorso. E il presidente della Repubblica, nel concedere la grazia. Quest’ultima soluzione sarebbe stata sicuramente meno complicata se non ci fossero state le immediate dichiarazioni del ministro Matteo Salvini e le iniziative, ancora più infelici e inopportune, oltre che incostituzionali, del ministro Carlo Nordio, che ha subito “avviato l’istruttoria finalizzata alla concessione della grazia “e, per questo, richiamato e redarguito pubblicamente dal presidente Sergio Mattarella. Ma Nordio cosa deve fare di più e di peggio per convincere Giorgia Meloni che è del tutto inadeguato a fare il guardasigilli? 

Fortunato Vinci – www.lidealiberale.com – Agenzia Stampa Italia  


Commenti

  1. E’ premiata la malavita e incentivati i ladri e rapinatori. Chi delinque non può essere difeso e premiato: nel caso specifico occorre una petizione popolare e immediata per ottenere una grazia.

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