Con la nuova legge scompare il reato, ma gli abusi d'ufficio rimarranno come prima

 

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato, oggi, il disegno di legge, pensato dal guardasigilli Carlo Nordio, e approvato dalle Camere, che cancella il reato di abuso d’ufficio. Questo non sta a significare che i sindaci e i funzionari pubblici, da domani, diventeranno tutti virtuosi, rispettosi della legge e dei diritti dei cittadini, ma continueranno a fare come prima e, temo, peggio di prima, proprio ora che non rischiano nulla, nemmeno il fastidio di un processo e di una eventuale condanna. E così rimarranno gli abusi, le prepotenze, i soprusi.  Nordio, per giustificare la sua idea geniale, aveva detto che le denunce erano molte e le condanne poche, per mantenere in vita un reato che metteva paura ai sindaci e ai funzionari che temevano di firmare gli atti per paura di essere denunciati. Ciò che bloccava, di fatto, l’attività degli enti. Però dal 1997 ci sono state ben 3.600 condanne definitive, tra politici e funzionari pubblici, non erano poi così tanto poche perché c’erano da considerare quelle ancora non definitive. Ora, però, saranno tutte cancellate. Una beffa enorme per i danneggiati, l’amnistia, con l’ennesima ciambella di salvataggio, per i condannati. Il ministro Nordio, e la maggioranza parlamentare con lui, invece di cancellare il reato avrebbero dovuto ricordare a tutti costoro che non c’erano rischi, c’erano solo le leggi da rispettare per evitare le denunce e i processi. Il cittadino, d’ora in poi, così, avrà meno tutele, perché senza armi per proteggersi, in sede giudiziaria, dall’ingiustizia e dal danno subito. Chi pensa di aver subito un abuso, d’ora in poi, se non è in grado di riqualificare il fatto in un altro reato, si potrà rivolgere al Tar, alla magistratura contabile o civile, ma sarà un percorso lungo, costoso, irto di ostacoli. In pratica, un calvario; per scoraggiare tutti. Era questo lo scopo e l’obiettivo. Immunità e altro potere per i politici.

Fortunato Vinci – www.lidealiberale.com – Agenzia Stampa Italia

 

Commenti