L'irresponsabile decisione di far fare la quarantena a centinaia di immigrati, positivi al Covid-19, sulla nave al largo di Gioia Tauro

 

La notizia che una nave, “Gnv Aurelia” con 293 cabine, noleggiata dal governo per ospitare gli migranti, in quarantena, positivi al Covid-19, rimarrà al largo del porto di Gioia Tauro, in Calabria, ha provocato sconcerto e legittima preoccupazione tra gli abitanti della zona. I calabresi sono forse tra i più sensibili e tra i più disponibili ad accogliere i migranti, anche se c’è qualcuno che cerchi di approfittare dell’accoglienza e dell’assistenza agli extra comunitari per fare squallide speculazioni, come proprio in questi giorni ha scoperto, con l’inchiesta “Cara Accoglienza”, la procura di Palmi. Ma i contagi del coronavirus, che sono aumentati negli ultimi giorni un po’ in tutto il mondo e anche in Italia non possono che creare allarme in Calabria, la cui disastrata sanità non è assolutamente in grado di governare focolai di infezione che possono venire provocati dall’arrivo di migranti che ogni giorno sbarcano sulle coste e molti dei quali risultano positivi al tampone Covid-19. La soluzione non può essere quella di noleggiare le navi (questa è la seconda) per farle diventare ospedali galleggianti. E’ una follia. E non si capisce come il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il ministro della Salute,  Roberto Speranza e il ministro degli Interni, Luciana Lamorgese non si rendano conto che questa non può essere una strada percorribile all’infinito. Oltre ai notevoli costi, che pure non sono dettagli da sottovalutare, c’è il rischio, altissimo, del contagio. Il ministro Francesco Boccia ha sollecitato ad alcuni presidenti delle Regioni “una stretta dei controlli altrimenti saremo costretti ad intervenire su tutto il territorio”. Ma la prima stretta dei controlli dovrebbe essere fatta proprio dal governo, di cui Boccia fa parte. E, purtroppo, non ci sono alternative. L’unica è quella di chiudere i porti a tutte le navi, a causa dell’emergenza, almeno per un anno, comprese quelle delle Organizzazioni non governative, gommoni e natanti di ogni genere.  E se nonostante i divieti, e le chiusure, le navi dovessero arrivare nei porti si devono disporre immediati sequestri e i migranti sbarcati ricondotti immediatamente nei rispettivi Paesi d’origine. Non si tratta di condividere i metodi di Matteo Salvini, che qui non c’entrano nulla, si tratta solo di rendersi conto che l’Italia, già in ginocchio per un’infinità di ragioni, non si può permettere di rischiare un nuovo lockdown per il Covid-19 importato con i migranti. Nelle ultime ore in Sicilia su 89 nuovi casi 71 sono migranti sbarcati a Pozzallo, nel cui centro d’accoglienza, affollato oltre ogni limite, sono necessari centinaia di militari per presidiare e tenere sotto controllo tutta la zona. E’ possibile continuare così? Servono immediate decisioni, drastiche ed efficaci. L’accoglienza, che peraltro è stata sempre fatta, è opera altamente meritoria. Ma se ci sono le condizioni per farla. Altrimenti, quelli che dicono, senza indicare soluzioni, che si deve fare sempre e comunque, non sono persone di buon cuore, ma personaggi impregnati d’indecente demagogia. Conte, Speranza e Lamorgese, tutto il Governo e il Parlamento riusciranno a capire che stanno facendo giocare il Paese con il fuoco? Non c’è solo il rischio contagi, c’è anche il limite di sopportazione dei cittadini, superato abbondantemente da un pezzo.

Commenti

  1. Quanto suggerito, sia pure ampiamente giustificato dalle gravi ed urgenti necessità contingenti, corrisponde alla ricetta “Salvini”, anche se formulata con scopi differenti. Una politica miope ed irresponsabile non potrà, in Italia, mai permettere che ciò accada.

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